Fear of Men – Fall Forever
Un nuovo dream-pop arriva da Brighton e porta fuori da un’Inghilterra esclusivamente estiva tutta la brillantezza toponomastica che gli appartiene geograficamente.
Un nuovo dream-pop arriva da Brighton e porta fuori da un’Inghilterra esclusivamente estiva tutta la brillantezza toponomastica che gli appartiene geograficamente.
“The Psychedelic Sound of …” dei The 13th Floor Elevators è una sapiente miscela di Rock‘n’roll e Acid rock, precursore attitudinale della Punk Rock music.
La trama dei Minor Victories è uno shoegaze ad alti livelli di brumosità che, in quanto a coordinate storiche, si distende su tutti gli anni novanta.
Mark Kozelek torna ad essere foglia tra le foglie, come recitava il titolo di uno dei suoi recenti classici. Il cantautore dell’Ohio ha un senso di appartenenza sì geografico, sì famigliare, ma anche e soprattutto musicale. Questo disco corre a rintracciare sopratutto quest’ultimo elemento.
Si tratta di un album molto particolare, forse un po’ prolisso, ma caratterizzato da quelle atmosfere ossessive marchio di fabbrica della band. L’ascolto di “Disintegration” è comunque doveroso, uno dei migliori lavori prodotti negli anni ’90.
“Ha, Ha, He!” è un album semplice, che pur ispirandosi al passato si volge verso il panorama alternative rock moderno, nel tentativo di guadagnarsi un piccolo spazio in un territorio così densamente popolato che a confronto Nuova Delhi parrebbe l’Islanda.
A tanti anni dalla morte di Kurt Cobain, lasciate sugli scaffali improbabili greatest hits e i diari segreti pubblicati (ennesima violazione per mano di Courtney) e riscoprite questo disco sotto una nuova luce, lasciando che sia lui, il Kurt-uomo a narrarvi le sue e le vostre paure.
Aspettative deluse o no, questo spetta a dirlo a chi ha smesso di credere in loro o chi ancora in fondo spera che la band tiri fuori dal cilindro un altro Is This It. Resta il fatto che i The Strokes sono tornati e sembrano avere le idee chiare su cosa vogliono fare.
In The Flat Field è davvero un album storico. Uno di quelli che nel passaggio dagli anni ’70 agli ’80 gettò le fondamenta del movimento Dark più puro, quello figlio del minimalismo sonoro Punk e fortemente debitore all’ultimo David Bowie e a Iggy Pop.
I riff di Ron Asheton e il cantato a tratti animalesco di Iggy Stooge sono un gran bell’esempio di Proto-Punk, e gli Stooges possono, con ogni probabilità, vantarsi di essere la band più sfrontata, cattiva e irriverente dell’intera scena musicale.
Siamo in piena deflagrazione Grunge, ma questo disco distrugge ogni tentativo di standardizzazione. La furia di “Even Flow”, “Why Go”, “Porch”, “Deep”, si combina abilmente alle melodia dei suoi refrain avvelenati e adrenalinici a tal punto da far scoppiare le vene.
“Folfiri o “Folfox” è un disco monumentale, e tuttavia una statua di minor attrazione turistica, nella città storica degli Afterhours. Non per questo, un’opera meno affascinante. Un disco che prova a rialzare la posta, senza sbancare, ma perdendo per un soffio (comunque vitale) la rinascita che c’era in palio.
Una macina che tritura tutto quello che trova sul proprio cammino, ma senza disprezzo. Che affronta in maniera diretta tematiche che vanno dalla politica all’etica, emotive ed intellettuali, proprio come Arjuna affronta i propri cari sul campo di battaglia nella Bhagavad Gita. Il disco Hardcore più brutalmente ispirato uscito nei novanta, forse il migliore.
E’ tempo di cambiare. Eppure nelle tracce di “Adore” gli Smashing Pumpkins dimostrano di essere innamorati della propria tristezza.
You Fail Me è un difficile e duro viaggio attraverso l’oblio; è un’esplorazione dolorosa ed estrema nell’animo pulsante dei Converge e di ognuno di noi.