Recensioni

The Cure – Disintegration

The Cure – Disintegration

Si tratta di un album molto particolare, forse un po’ prolisso, ma caratterizzato da quelle atmosfere ossessive marchio di fabbrica della band. L’ascolto di “Disintegration” è comunque doveroso, uno dei migliori lavori prodotti negli anni ’90.

Mourn – Ha, Ha, He!

Mourn – Ha, Ha, He!

“Ha, Ha, He!” è un album semplice, che pur ispirandosi al passato si volge verso il panorama alternative rock moderno, nel tentativo di guadagnarsi un piccolo spazio in un territorio così densamente popolato che a confronto Nuova Delhi parrebbe l’Islanda.

Nirvana – In Utero

Nirvana – In Utero

A tanti anni dalla morte di Kurt Cobain, lasciate sugli scaffali improbabili greatest hits e i diari segreti pubblicati (ennesima violazione per mano di Courtney) e riscoprite questo disco sotto una nuova luce, lasciando che sia lui, il Kurt-uomo a narrarvi le sue e le vostre paure.

The Strokes – Future Present Past

The Strokes – Future Present Past

Aspettative deluse o no, questo spetta a dirlo a chi ha smesso di credere in loro o chi ancora in fondo spera che la band tiri fuori dal cilindro un altro Is This It. Resta il fatto che i The Strokes sono tornati e sembrano avere le idee chiare su cosa vogliono fare.

The Stooges – Fun House

The Stooges – Fun House

I riff di Ron Asheton e il cantato a tratti animalesco di Iggy Stooge sono un gran bell’esempio di Proto-Punk, e gli Stooges possono, con ogni probabilità, vantarsi di essere la band più sfrontata, cattiva e irriverente dell’intera scena musicale.

Pearl Jam – Ten

Pearl Jam – Ten

Siamo in piena deflagrazione Grunge, ma questo disco distrugge ogni tentativo di standardizzazione. La furia di “Even Flow”, “Why Go”, “Porch”, “Deep”, si combina abilmente alle melodia dei suoi refrain avvelenati e adrenalinici a tal punto da far scoppiare le vene.

Afterhours – Folfiri o Folfox

Afterhours – Folfiri o Folfox

“Folfiri o “Folfox” è un disco monumentale, e tuttavia una statua di minor attrazione turistica, nella città storica degli Afterhours. Non per questo, un’opera meno affascinante. Un disco che prova a rialzare la posta, senza sbancare, ma perdendo per un soffio (comunque vitale) la rinascita che c’era in palio.

108 – Threefold Misery

108 – Threefold Misery

Una macina che tritura tutto quello che trova sul proprio cammino, ma senza disprezzo. Che affronta in maniera diretta tematiche che vanno dalla politica all’etica, emotive ed intellettuali, proprio come Arjuna affronta i propri cari sul campo di battaglia nella Bhagavad Gita. Il disco Hardcore più brutalmente ispirato uscito nei novanta, forse il migliore.