Recensioni

Baboon Show – The World Is Bigger Than You

Baboon Show – The World Is Bigger Than You

“Classwar”, “I Will Go On”,”Working All Night And Day” e la sopracitata “Me Myself And I” sono già classici di genere, mentre la conclusiva “Lost You In A Second” – in duetto con Björn Dixgård dei Mando Diao – chiude un album praticamente perfetto. Se nel 2016 avete ancora voglia di ascoltare del Punk Rock fatto con originalità e sconfinato talento, questo disco fa per voi.

James – Girl at the end of the World

James – Girl at the end of the World

Nuovo e vecchio si fondono costantemente mediante un’elettronica tutt’altro che sterile, artefice di un sound compatto e ben eseguito. Non stupisce esageratamente e non sconvolge, ma si difende piuttosto bene. Inoltre, la band fa trasparire nelle proprie dichiarazioni tutta la spontaneità del momento, quasi a voler specificare che: no, la carica non si è esaurita dopo 13 anni. E questo, volendo, è un valore aggiunto.

Brutus – Wandering Blind

Brutus – Wandering Blind

Un lavoro delizioso che attraversa con passione tutta la cultura Heavy dei Seventies senza cedere neanche per un secondo alle lusinghe della tecnologia moderna; un’appassionata ricerca che non disdegna il lavoro di cesello nel ricreare quelle atmosfere, talvolta lugubri e spesso capaci di ricordarci di cosa s’intende con la parola: Rock.

Kvelertak – Nattesferd

Kvelertak – Nattesferd

I Kvelertak giungono così alla summa di un discorso partito sei anni or sono dal connubio fra Hardcore, Black Metal e Hard/Punk (Kvelertak, 2010), passando per un disco come Meir (2013) capace di essere il trait d’union fra quella cultura e quella segnatamente più devota al metallo, giungendo oggi al tributo definitivo alle origini.

Titor – L’Ultimo

Titor – L’Ultimo

Consapevoli di non aver inventato nulla, i Titor puntano tutto sull’efficacia dei singoli brani, e sulla compattezza dell’opera nel suo insieme. Che siamo sulla strada giusta si intuisce già dall’iniziale “AL.D.LA” .

MODERAT – III

MODERAT – III

I Moderat si aprono a palcoscenici molto più orientati alle masse, e se proprio si vuole sfatare il mito della necessaria etichetta di genere, che si abusi anche della parola pop per descrivere la tendenza di quest’ultimo loro disco.

Julianna Barwick – Will

Julianna Barwick – Will

In quella che è stata la settimana delle grandi uscite discografiche del 2016, la nostra cantautrice (termine poco consono, in realtà) della Louisiana produce un disco ancora più sofisticato, sempre più aperto rispetto alle sue precedenti produzioni. Julianna Barwick si affida nuovamente a sé stessa e si regala in un’autobiografia sonora.

Fleshtones – Roman Gods

Fleshtones – Roman Gods

Roman Gods si presenta come il miglior prodotto revivalistico, di genere, uscito negli ottanta. Qualcosa nato da un’esigenza ben precisa, quasi fisica, che posiziona il proprio approccio stilistico/mentale ad anni luce dalla ricerca in atto in quegli anni nella New York della No-Wave. Se siete in cerca di passionali e appassionati alfieri che vi guidino attraverso gli anni del revival Psichedelico, gli avete trovati. Questa è la loro manifestazione migliore.

Uli – Black And Green

Uli – Black And Green

Voce dolce e frequenze profonde, nero e verde, con un tocco di leggerezza qua e là: è questa la formula vincente di tutte le 9 tracce di un album che potrebbe benissimo essere la colonna sonora di un film di Wes Anderson. Tra tinte pastello e sfondo crepuscolare, come nella traccia che dà il titolo al disco, tra ingenuo languore e suoni cupi, come nel brano che porta il nome della grande Nina Simone.

Lucyfer Sam – Lucyfer Sam

Lucyfer Sam – Lucyfer Sam

Ray Daytona (chitarra) e Rosie (voce e basso) dai Ray Daytona and Googoobombos, Rev Jungle (voce) e She-Hellcat (voce e farfisa) dai Killer Klown e Tony Rathskeller (batteria) dai Cannibals. Sono queste le figure leggendarie dell’underground nostrano (e non) che compongono la band ufficiale. Un connubio che restituisce sonorità coerenti con il percorso delle band sopracitate aumentandone la vena demoniaca.

Le Scimmie – Colostrum

Le Scimmie – Colostrum

“Colostrum” in uscita per Red Sound Records è il risultato di questo percorso. Dotato di un incedere pachidermico, che ne esalta la potenza distruttiva, il suono che si cela fra questi solchi rimanda all’esperienza dei nostrani Ufomammut: aumentandone però la densità compositiva. I nostri, nel loro lento sgretolare cosmico, sembrano indicarci fredde galassie lontane popolate perlopiù da oscure minacce aliene.

Yawning Man – Live At Maximum Festival

Yawning Man – Live At Maximum Festival

A tre anni di distanza ritroviamo le sensazioni provate in quell’occasione racchiuse in questo prezioso reperto audio. Qui l’Hard-Rock flirta con la Psichedelia più bollente, generando dinamiche Jazzy e ritmi ipnotici fin dall’opener “Rock Formations” (dall’omonimo album).