Recensioni

Before Cars – How We Run

Before Cars – How We Run

How We Run vive di armonie essenziali che guardano al passato trasfigurandosi verso il presente. È un album pregno di classicità rock pulita e familiarità genuina. Si viene catapultati in un’altra epoca, quella di una pastorale americana nel senso più arcadico del termine.

Gang Of Four – What Happens Next

Gang Of Four – What Happens Next

Non certo per le canzoni, che rimangono impresse quanto degli scarabocchi fatti con l’inchiostro simpatico da bendati, ma per il senso di noia, e di torpore che ti si appiccica addosso fin dalla prima traccia, e che al termine di questi estenuanti quaranta minuti d’ascolto (scarsi), ti avvolge totalmente, inestricabilmente, come la muta di Venom.

Aloa Input – Mars Etc

Aloa Input – Mars Etc

Il nuovo “Mars Etc” segna definitivamente i tratti distintivi, seppur bizzarri, di una band che ama sperimentare. Marte è lontana, e loro cercano di raggiungerla alimentando la propria navicella con un interessante commistione di krautrock, indie, folk, ed elettronica.

Texas – Texas 25

Texas – Texas 25

E’ un disco consigliato, perché parliamo di musicisti originali e di talento: se possibile in versione deluxe, dove i classici si alternano con le nuove registrazioni. Infine, andrebbe sottolineato il fatto di aver disegnato la storia in un unico percorso musicale.

Dardust – 7

Dardust – 7

Le influenze sono quelle della scena Neo-Classica, segnatamente Islandese e Tedesca, popolata da artisti come Olafur Arnalds e Nils Frahm, qualcosa che giochi sui silenzi e sui timidi rintocchi di pianoforte. Cambia il target di riferimento, votato a quello che lui stesso chiama “Pop Strumentale” motivo per il quale ha deciso di scegliere tre brani veicolandoli come singoli veri e propri.

Vessels – Dilate

Vessels – Dilate

Un lavoro che diventa pura esperienza da gustare d’un fiato. Un luogo indefinito dove assistere sgomenti alla crescita di un battito verso la maestosa maturità manifesta di pezzi bomba come Vertical. Siano questi memori della recente visione a là Jon Hopkins (Elliptic), o inclini ad un approccio più intimista (As You Are).

Umberto Maria Giardini – Protestantesima

Umberto Maria Giardini – Protestantesima

Protestantesima segna il ritorno in grande stile di uno dei grandi del rock indipendente italiano, consegnandoci un Umberto Maria Giardini particolarmente ispirato e libero, fra atmosfere dilatate ed elettriche in cui al classicpop si mescolano spunti psichedelici, post-rock e financo progressive. Se Moltheni ci manca ci possiamo ancora una volta nutrire di bellezza grazie a questo nuovo disco. E di una rinnovata certezza: Umberto Giardini è davvero un fuoriclasse.

The KVB – Mirror Being

The KVB – Mirror Being

Mirror Being è una collezione di “esperimenti strumentali” registrati tra Londra e Berlino, nel 2014. Assomiglia ad un Doppelgänger. E’ il Mister Hyde di Klaus von Barrel. Meno psych, più industrial. Meno Shoegaze, più Dark. Meno My Bloody Valentine, più Soft Moon.

The Pop Group – Citizen Zombie

The Pop Group – Citizen Zombie

“Citizen Zombie”. Un ossimoro. Solo in apparenza. Cittadino, abitante, residente. Morto vivente. Il baffone, in prima pagina, domina la scena, puntandoci l’indice contro, quasi come lo Zio Sam. Sembra dirci: “I Want You!”. Un esempio tardivo di Pop Art? Ad ogni modo, il messaggio è forte e chiaro: il totalitarismo non è morto, ha solo cambiato stilista. E balla al ritmo di “Box 9”.