Recensioni

Goldfrapp – Tales of Us

Goldfrapp – Tales of Us

La svolta adesso è evidente, i Goldfrapp sono praticamente irriconoscibili. Tales of Us è un album estremamente minimale, voci sussurrate, atmosfere eteree, dieci racconti per dieci personaggi resi ancora più vividi dalle splendide immagini di Lisa Gunning, nota film editor e compagna di vita di miss Goldfrapp.

Laura Veirs – Warp & Weft

Laura Veirs – Warp & Weft

È tutta una questione di occhi, di sguardi e di piaceri che si perdono e che si ritrovano negli anni a venire in ciò che portiamo dentro: per Laura un bimbo. Un disco di orizzontale razionalità e verticale bellezza, come il perpendicolare intreccio di trama e ordito – gli elementi citati nel titolo – che ne delineano gli sviluppi.

The Love Language – Ruby Red

The Love Language – Ruby Red

Stuart McLamb ha smesso di lagnarsi della sua ex-ragazza che lo ha lasciato brutalmente e, arrivato al terzo disco, comincia a fare sul serio: niente più lo-fi, solo produzione ricercata. Ma tra poliedricità e vaghezza non ha ancora trovato la cifra della sua unicità.

Lapalux – Nostalchic

Lapalux – Nostalchic

A giochi fatti Nostalchic non sarà come Cold Spring Foult Less Youth dei Mount Kimbie, il disco maturo che mette d’accordo tutti. Considerate le potenzialità dell’autore è giusto pretendere di più. Allo stesso tempo bisogna però riconoscere che il lavoro in questione resta fra i più piacevoli e interessanti del 2013. Lapalux non è estremista come Teebs o come quel Thundercat che può permettersi di scritturare FlyLo per i sui videoclip. E’ fatto così, non è tipo da facili colpi ad effetto né si perde in vacue soluzioni colte. In questo senso è pop, molto più d’ altri.

El-P + Killer Mike – Run the Jewels

El-P + Killer Mike – Run the Jewels

Così, i binari diversi sui cui viaggia e si sviluppa il nuovo rap, non sono i block party, non sono i mixtape nei bagagliai, non sono le radio: ahinoi, sono i fighetti di Pitchfork e Noisey, che spingono il rap coi coglioni più grossi che possiate trovare, e poi etichette seminali dell’alt-rap, come Stones Throw e Definitive Jux, che continuano a fare il loro lavoro per benino. Comunque, El-P e Killer Mike hanno fatto un disco insieme, che è in free download.

El Mahdy Jr – The Spirit Of Fucked Up Places

El Mahdy Jr – The Spirit Of Fucked Up Places

Da sempre attratto dagli effetti che la cultura popolare autoctona avesse sul contesto musicale locale, Jr, sogna d’imbrigliare l’attitudine del terzo mondo innestandola in, velandone le urgenze con un tono mistico-devozionale. Ridestando sfarzose sonorità arabesche, smarcandole dal pregiudizio, il nostro racconta di viaggi e di morte, raccoglie testimonianze in beat nel tentativo di musicare lo spirito che risiede nei posti dimenticati da Dio, riuscendoci.

Cut Hands – Madwoman (Ep)

Cut Hands – Madwoman (Ep)

William Bennett compone una danza per sciamani robotici, una cerimonia magica in quattro movimenti con il preciso compito di gettare un ponte immaginifico capace di far collidere tradizione e futurismo spinto. L’Afro-Noise con il piglio della techno ‘Madwoman’, l’incontro fra Djembes e Ksings con il Roland Juno ‘Eat Them Like Bread’; Passato e futuro in percussione ritualistico-futuristica.

Cannibal Movie – Mondo Music

Cannibal Movie – Mondo Music

Donato Epiro e Gaspare Sammartano, Organo e Batteria, propongono due suite intrise d’occulto, combinando estaticità e tribalismo ipnotico, proponendosi come punto di riferimento per quella che potremmo definire: “Occult Psychedelic Scene”.

Is Tropical – I’m leaving

Is Tropical – I’m leaving

Il ritorno degli Is Tropical che non ti aspetteresti, cioè esattamente quello che ti aspetteresti: il trio alfiere dell’indie-pop-disco made in Kitsunè alle prese con la futilità esistenziale. Insomma, sangue&tette&culi completano il quadretto del tipico gruppetto wannabe sfascione che in realtà è molto conservatore, seppur con molto stile. E quindi l’obiettivo degli Is Tropical è raggiunto, e intanto Adorno rimane morto.

Salvia Plath – The Bardo Story

Salvia Plath – The Bardo Story

“The Bardo story” si presenta come un caleidoscopio puntato sul presente, come un allucinato documentario on the road attraverso i meandri della coscienza alterata dell’autore, girato però in digitale. Un documentario dal suono ovattato di una sbronza da tequila a go go e la potenza allucinatoria di un’insolazione causata dall’eccesso di ore sotto al sole in preda ad autostop e pulmino in panne.

Boards of Canada – Tomorrow’s Harvest

Boards of Canada – Tomorrow’s Harvest

In generale si potrebbe definire Tomorrow’s Harvest un compendio dell’elettronica d’ascolto degli scorsi decenni, da Jean Michel Jarre al già citato Carpenter passando per l’ambient di Eno e la minimal techno, un percorso ripido e tortuoso che poteva essere imbastito e spianato solo da due sherpa dell’elettronica come i fratelli Sandison; un percorso al cui termine la catarsi è garantita. Nonostante il tenebroso futuro in lontananza.