Lucero – That Much Further West

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Ho conosciuto i Lucero grazie al loro precedente lavoro “Tennesse”, uscito nel 2002, che faceva seguito all’omonimo album d’esordio; un disco molto gradevole e soprattutto molto lontano dai cliché del momento. La band propone un rock magari non originalissimo ma certamente efficace che ha soprattutto il grande pregio di suonare “vero”. Qui non troverete i soliti 4 riff scontati, la solita batteria agli steroidi e le solite melodie ruffiane e radiofoniche. I Lucero propongono un musica con i Clash, i Replacement e gli Uncle Tupelo nelle vene, qua e la riecheggiano echi dei Pogues della Band e quella malinconia malcelata del miglior Neil Young. “That Much Further West” è il terzo album in studio della band e ci fa ritrovare un gruppo in netta crescita, evidentemente dopo i buoni riscontri del precedente lavoro i nostri hanno suonato parecchio dal vivo affinando così l’intesa e provando nuove soluzioni. Potrà sembrare banale ma gia il fatto che una band giovane faccia un album nuovo senza fotocopiare il precedente è , al giorno d’oggi, una cosa rara. I Lucero vanno ben oltre e si ripresentano con un disco fresco e scoppiettante fatto di rock belli tirate e dense ballate dal sapore roots. 12 canzoni belle e mai scontate che uniscono l’amore per le chitarre “casinare “ e il feedback a quello per le melodie country rock. Così la titletrack risulta essere una bella ballata con le chitarre distorte e il paino in sottofondo mentre “Tonight Ain’t Gonna Be Good” farà scorrere qualche lacrima sul viso dei fan dei Clash. “Join The Army” è in pieno Pogues style: Ben Nichols in questa song ha la stessa voce impastata del grande Shane e il bel violino in sottofondo le da quella atmosfera folk tanto cara agli irlandesi.” Sad and Lonely” è una struggente ballata con organo e chitarra elettrica: più o meno sulla stessa lunghezza d’onda si snoda “The Only One” che risulta ancora più avvolgente grazie ad un bell’uso di tutti gli strumenti, in questa band ogni musicista sa perfettamente cosa fare e sa farlo bene sia nei brani più lenti che in quelli più infuocati come ad esempio “Hate and Jealousy”: un sano rock primordiale con le chitarre che urlano al modo giusto, una bella melodia tanto feedback e una sezione ritmica che macina riff come si deve. In questo album c’è anche spazio per una song abbastanza anomala come “When You Decided to Leave” che sembra quasi una ninna nanna rock, la voce dal timbro dolce e caldo sorretta dal piano stride abbastanza con le spruzzate di chitarra elettrica , come sempre super distorta, che compaiono qua e la in sottofondo. Certo che ai nostri il coraggio non manca. Il disco si chiude con la versione demo della title track introdotta da particolari effetti elettronici.
Con questo loro terzo disco i Lucero si confermano come una delle nuove realtà rock più interessanti, una band che guarda molto più alla sostanza che alla forma. Se devo trovargli un difetto forse è la voce di Ben Nichols. Il nostro non canta male ma il suo timbro vocale suona un po’ troppo come gia sentito. Nulla di particolarmente grave perché non incide affatto sulla resa dell’album che resta un ottimo disco rock. E’ consolante sapere che nel 2004 ci sono ancora band che se ne fregano di MTV e degli stereotipi del momento, i Lucero sono una boccata d’aria fresca tra tanti gruppi fotocopia che stanno soffocando la nostra musica.