Un-Kind – Hurts to the Core

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Però! Devo dire che è davvero notevole questo debutto dei romagnoli Un-Kind.
La band nasce nel 2000 e si fa una bella gavetta live, grazie alla quale riesce a produrre un primo demo e, lo scorso anno, questo primo “Hurts to the Core”, promo stampato in 500 copie che vale loro il contatto con la MKM che decide di promuoverli a livello nazionale e ce li segnala.
La band è composta da quattro ragazzi, Edgar (vocals), Cid (chitarra), Peppi (basso) e Uccio (batteria) e ci propone sei pezzi di nu metal/crossover dallo spessore davvero notevole!
Pur ispirandosi ai nomi più noti del genere, fra cui spiccano indubbiamente nome come Korn, Deftones e i nostrani Linea 77, oltre che gruppi dalle sonorità più hard quali Machine Head e Pantera, questi ragazzi danno vita a una miscela decisamente esplosiva caratterizzata da una personalità decisamente spiccata.
I sei brani presentatici sono quindi degli ottimi esempi di crossover divertente e adrenalinico che bandisce la parola “noia” e non scade nei soliti cliché. La traccia iniziale “Veil” apre l’album come un pugno in faccia, un pezzo assai cattivo alle soglie del metal più puro e duro. “Laws of crime” è coi suoi quasi cinque minuti il pezzo più lungo dell’intero album che sfrutta il classico gioco delle parti alternate, con momenti rallentati a delle vere e proprie esplosioni in cui l’energia di questi ragazzi si scatena in tutta la sua potenza, facendoci apprezzare anche il livello tecnico sopra la media – per quel che riguarda il genere – di basso e chitarra.
Il disco prosegue lasciandosi ascoltare che è un piacere, l’abilità compositiva degli Un-Kind è davvero notevole e pezzi come “Your blood” ne sono la conferma: pezzi così sono degni del miglior crossover, capaci come sono di trasmettere una simile carica. E poi ancora “Voices”, nera, lenta e terribilmente incazzata, una velocissima “Sooth-sayer” a fare da esatto contrappunto lasciando l’ascoltatore senza fiato. E poi già la fine, con una “Victimize” ideata apposta per spremere le ultime energie dell’ascoltatore.
Ventiquattro minuti davvero intensi, un esordio che meglio non avrebbe potuto riuscire.
Ciò che più mi ha colpito, confermandomi la bontà di questo disco, è una produzione davvero eccellente che ha ben poco da invidiare a quella di album muniti di maggiori risorse economiche e tecniche, un fattore che sicuramente costituisce un ulteriore punto a favore per la serietà e la professionalità dimostrata da questi ragazzi.
Davvero molto curato è anche il sito della band di cui trovate il link a fine recensione.
Insomma, mi fa davvero piacere dire che ci troviamo di fronte ad una giovane band dalla dalla personalità davvero autorevole e ben consapevole del proprio bagaglio tecnico, che suona con l’intenzione di divertirsi e far divertire il proprio pubblico.
Se vi capitasse di trovare quest’album nel vostro negozio di fiducia e siete dei malati di crossover fatelo vostro: non resterete affatto delusi e supporterete una band dal sicuro avvenire!

Contatti:
Un-kind Official Homepage