Anonimo FTP – My Dreams

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Attivi nell’underground italiano dal 1999, gli Anonimo FTP arrivano al traguardo del secondo album con questo “My Dreams”, disco dai suoni viscerali, a tratti ipnotici e assai interessanti, per un plot sonoro che deve molto alle sperimentazioni di estrazione psichedelica su basi che talvolta richiamano l’acid rock. Altrove si vira verso suggestioni più attuali, in cui si affacciano persino riferimenti al post rock, specie per il peculiare impiego delle chitarre.16 le tracce, in cui l’indie noise di cui erano artefici solo fino a poco tempo fa è solo a tratti udibile, e lascia spazio dunque a sonorità più raffinate, sempre caratterizzate da un non so che di folle e sbilenco ma senz’altro indirizzate ad esplorazioni maggiormente estrose, persino anche negli episodi dal forte impatto. Si cerca a più riprese di far convivere un certo gusto per l’eleganza con l’attitudine sonora tipica delle bands alternative rock ed il risultato che ne viene fuori è di sicuro valore. Nella fattispecie i ricami di archi sulle fughe acide e distorte di “Heart” sono senza dubbio tra le cose più interessanti che mi sia capitato di ascoltare in un gruppo italiano, mentre il gusto per una melodia ricercata si concretizza nell’esplorazione sonora di “Call me in November”, in cui affascinanti tocchi chitarristici inseguono leggiadri e incantevoli tappeti di violino, sui quali si distende la voce particolare di Vince Merlino, autore tra l’altro di tutte le liriche dell’album Le varie composizioni dell’album sono intervallate da alcuni intermezzi strumentali in cui sono ancora una volta le necessità sperimentali a lasciarsi apprezzare; in molti casi questi preparano il terreno a veri e propri assalti sonori mai banali, come nel caso di “John Mc Hey”, riuscitissima anche per la straordinaria capacità di sintesi, 2 minuti di autentico rock ‘n’ roll piacevolmente deviato, illuminante, comunque deciso. Chiude questo bellissimo viaggio “Psycho”, il cui titolo la dice lunga sulle sensazioni che è possibile provare durante l’ascolto, tra voci filtrate e distorte , riverberi, ritardi, diavolerie chitarristiche che scivolano infine in code strumentali dal timido accenno melodico.
In definitiva uno degli album più riusciti emersi di recente dalla scena italiana, in cui si cerca di andare oltre i soliti cliché imposti dalle tendenze alternative, dove è forte il desiderio di ricerca di nuove possibilità unita ad una capacità consolidata di fare rock. Con dischi come “My Dreams” il panorama artistico italiano ne esce sicuramente arricchito.

Info: MidFinger.net
AnonimoFTP.com