British Sea Power – The decline of British Sea Power

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Esordio per i British Sea Power, con un disco interessante e coinvolgente, ma che lascia con una spiacevole sensazione di discorso incompiuto. Il disco dei British Sea power è un esordio davvero apprezzabile. Le canzoni, seppur suonano ancora acerbe o troppo acide, sono piene di ottimi spunti e idee, è piacevole sentire dalle note che il gruppo crede in quel che fa, in un sound un po’ scarno che tenta ora di creare un’atmosfera dolce e romantica un po’ in stile Seafood o Suede (i primi eh) ora di essere impetuoso e travolgente bombardando non tanto con overdrive e quinte, ma costruendo molti pezzi su trame di soli e riff che si allacciano tra di loro ricamando un ottimo tessuto su cui la voce si posa fantasticamente. Ottimo esempio ne sono The Lonely, macchiato di una malinconia di Dog Man star, Fear of drowning, e Something Wicked. Ma se da un lato ci sono questi pezzi che portano l’atmosfera su un sottle senso di abbandono dall’altro i British sea power sono dei pazzi che si scatenano con tutto il loro entusiasmo e la loro foga, sfornando pezzi tanto nevrotici e schizzati come la new wave d’un tempoe ra, ed è il caso di Remember Me, travolgente cavalcata dall’eccezionale video e Apologies to insect life, epilettica e nervosa con le sue telecaster taglienti. Ottimo lavoro, ma sarebbe sicuramente salutare riuscire a trovare un buon equilibrio per queste 2 anime, o meglio ancora, trovare un equilibrio all’interno del disco che sbalza un po’ troppo l’ascoltatore… Ma vista l’età della band e visto il primo lavoro che ci ha dato non abbiamo remore a dargli una buona iniezione di fiducia sicuri che al prossimo lavoro metteranno la testa (più) a posto.