Stellakowalsky – Admiring Venus

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Mi sono imbattuto negli italiani Stellakowalsky quasi per caso, una curiosa intervista rilasciata a Rockerilla che metteva in luce la particolarissima personalità del gruppo e dei suoi componenti. Particolarità che non manca nella musica contenuta nel loro primo album “Admiring Venus”, un rock eclettico che trae spunto dalle atmosfere degli anni 60 e 70, senza diventarne schiava. Quello che sanno fare gli Stellakowalsky è soprattutto scrivere delle grandi canzoni, talvolta spostate da una leggera forma di psichedelia, evidente nell’uso sapiente delle saturazioni delle chitarre, di alcuni organi dal chiaro ricordo seventies e nei frizzanti giochi vocali. L’album sfoggia un suono dal grande respiro, appoggiato soventemente su rilassati mid tempos, ai quali il gruppo contrappone uno humour spesso spensierato e ambientazioni fantasiose, caratteristica che conferisce personalità e freschezza allo stile degli Stellakowalsky. Non ci si sorprende a notare i fantasmi dei Beatles o dei primissimi Pink Floyd tra le note di “Automobile”,“Million miles Away” o “Our Beautiful Song”, episodi in cui si apprezza un piacevolissimo senso di equilibrio che rende il sound degli Stellakowalsky maturo e assai compatto, lontano dal tipico marchio “italiano” che invece affligge molti collettivi nostrani. Il gruppo diventa addirittura notevole sia quando decide di spingere sul pedale dell’ acceleratore, andando a confezionare un gioiello di garage rock moderno come “Toilets are sad places to live in”, sia quando si misura col delicato soft pop di “Alienation Comedy”. E come se non fosse sufficiente, gli Stellakowalsky hanno pure il tempo e l’energia per firmare una canzone straordinariamente bella, una di quelle che difficilmente si dimenticano, e chi conosce il disco sa che sto parlando di “The Strange ways of Isabelle Caine”, lunare, romantica, con un cantato davvero sublime. Chiude in bellezza “Space Cake”, dolcetto psichedelico che ha tutta l’aria di rendere tributo a certo space rock d’annata, dal quale gli Stellakowalsky sono chiaramente influenzati. Il fatto che, senza alcun dubbio, si sia di fronte ad uno dei migliori gruppi italiani in circolazione, mi spinge ad invitarvi ad una urgente scoperta di questo bellissimo “Admiring Venus”.