Riddle – Riddle

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

I Riddle sono un vanto tutto italiano, un four pieces di base rock che si inoltra verso le direzioni più variegate, sotto la bandiera della sperimentazione più coraggiosa che è possibile immaginare. Ascoltando questo omonimo album d’esordio, spesso giungono alla mente gli ultimi King Crimson, quelli delle poliritmie e degli incastri melodico/armonico. Ma c’è ovviamente di più, una personalità forte sugli spunti di arrangiamento e sulla finalizzazione delle varie composizioni, le quali dopo alcuni ascolti delineano alquanto efficientemente il Ridde-sound. Notevole l’armamentario strumentistico a disposizione del gruppo: oltre al classico basso/batteria/chitarra è possibile individuare squarci di synth, mellotron, diavolerie elettroniche, rumori e quant’altro. Apprezzatissima ad ArezzoWave, la musica strumentale dei Ridde si dimostra molto immaginifica e “totale”, individua spesso melodie che talvolta hanno quasi del morboso, nenie infantili, sorrette da un groove ritmico inaudito nella sua efficacia. Quando poi queste esplodono allora è un vero godimento constatare il fiume in piena che questi 4 ragazzi riescono a formare, un fiume di energia, meravigliosamente rock; mentre quando decidono di risolvere in linee melodiche più soavi, i Riddle riescono ugualmente a colpire, mostrando classe ed eleganza non comuni, sia nelle trame melodiche di una chitarra sempre ispiratissima e mai eccessiva, sia nel generale panorama sonoro, come già accennato colorato dalle tinte più bizzarre e disparate, ed avrete dunque di che divertirvi nell’individuarle di ascolto in ascolto. Come spesso accade in proposte musicali come queste, in cui l’immaginazione viene così soventemente e abilmente stimolata da ambienti sonori così suggestivi, non ha molto senso slegare gli episodi del disco, pare altresì più opportuno lasciarsi andare ad un ascolto unitario e continuato. Permettemi comunque di segnalare le memorabili melodie di “Ritual”, le riuscitissime ambientazioni da film horror di “What happens in that lab” e infine le straordinarie suggestioni etnico-orientali di Bombay. Curiosando sul loro sito (www.riddle.it) ho scoperto che spesso amano affiancare particolarissime immagini e filmati durante le esecuzioni live dei loro brani, e questo è senz’altro un altro dettaglio che mi costringerà a seguire il gruppo nei prossimi progetti sia studio che live. Tanto di cappello!