Ulver – Blood Inside

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Dopo anni di esperimenti – riusciti – sparsi in vari EP e colonne sonore, si sentiva la mancanza di un vero nuovo album degli Ulver, e finalmente Garm e compagni hanno provveduto a saziare la fame di chi da sempre li segue con grande stima.
Mettiamo da subito le carte in tavola: ‘Blood Inside’ è l’atteso successore di ‘Perdition City’ e ‘The Marriage of Heaven and Hell’, album dei quali condensa mood e sound in un mix vincente. ‘Blood Inside’ è mistico come l’album ispirato da Blake – “For the Love of God” – e cupo come i momenti più dark nella città perduta – “Dressed in Black”, forse la miglior traccia d’apertura mai realizzata dagli Ulver – morboso e sensuale come solo i Massive Attack sanno essere (“In the Red”) e addirittura spaziale e dal sapore acido come solo i migliori Pink Floyd sapevano fare – “Blinded by Blood”, la gemma più preziosa del disco.
Con un Garm intenso più del solito e un sound che percorre ogni direzione spazio-temporale in ambito elettronico, ‘Blood Inside’ mi ha letteralmente conquistato ed entusiasmato, questo è il capolavoro definitivo di una band che è riuscita dopo una lunga attesa a superarsi, dando vita addirittura ad una vera e propria sinfonia elettronica intitolata “It is not sound”.
Nel corso degli anni, mi è spesso capitato di ascoltare musica di questo tipo che avrei ben visto come colonna sonora per qualche film, ma la sensazione che ho ascoltando ‘Blood Inside’ è che gli Ulver siano riusciti a dar vita al loro film sonoro definitivo, in cui le note racchiudono la forza delle più potenti immagini.
Complimenti e bentornati, superarsi in futuro sarà davvero difficile stavolta.