Moha! – Raus As Stavanger

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Sebbene nell’ambito delle sperimentazioni e frammentazioni rock abbiano già detto abbastanza gente come Don Caballero, Lightning Bolt, Hella e compagnia al seguito, e nonostante l’improvvisazione radicale porti avanti con perizia la ricerca sulle possibilità timbriche di ogni strumento (soprattutto per chitarra e batteria ci vengono incontro due giganti come Derek Bailey e Hans Bennink), l’esordio dei Moha!, duo norvegese di casa Rune Grammofon, si rivela un piatto per lo meno curioso. Di nuovo propriamente detto non c’è veramente nulla, lì dove la chitarra la senti scalpitare, andare in feedback, sbrindellare e stridere e la batteria al seguito a dare forma al tutto con tutti i suoni possibili di questo mondo; neanche la commistione di suoni sembra cercare nuove soluzioni che non siano quelle di un improvvisazione di forma free jazz tendente al noise: i motivi d’interesse per questo disco sono da ricercare in una personalità fortemente delineata, una frammentazione ritmica di sorprendente agilità che ricorda molti episodi di Bailey e una scrittura che per l’intero disco inciampa, in un continuo negare la geometricità del tutto, avvicinandosi in qualche modo ad un’attitudine caciarona e a volte wall of sound-zoppo oriented. Un disco che si rivela meno di genere del previsto.