Sergius Golowin – Lord Krishna von Goloka

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Forse l’apice della follia eclettica del krautrock sta proprio qui, nell’unico disco di un ex parlamentare svizzero ritiratosi sui monti con le sue tre mogli, ad approfondire tematiche esoteriche. Raggiunto da Rolf Ulrich Kaiser, fondatore di quella Cosmic Couriers che portò il movimento kraut al suo apice e quindi al declino, e dal suo fidato manipolo di musicisti fra cui figurava quel Klaus Schulze leader degli Ash Ra Tempel e già ex Tangerine Dream, lo sregolato genietto elvetico prestò la sua voce a questo progetto, recitando la sua parte nei tre brani che lo compongono.
Il risultato? Il trip più schizzato e bizzarro di epoca kraut, melodie che dai monti della Svizzera varcano ogni tempo e luogo, portandoci ora nella vecchia Europa, ora in India, ora in un futuro mistico, fra una pace inquietante e quell’assurdo senso di kitsch che solo la musica new age più becera riesce a darci.
Perennemente sospeso fra lisergica genialità, dubbio gusto e bieco opportunismo di un produttore-manager che seppe monetizzare bene l’estro kraut, ‘Lord Krishna von Goloka’ può essere considerato alla stregua del capolavoro quanto a quella di una corazzata Potemkin di fantozziana memoria, ma ciò nonostante, ha il merito di essere una delle testimonianze più significative di un’epoca in cui le menti – più o meno sane – di musicisti di talento viaggiavano a ruota libera senza inibizione alcuna.