Talibam!: Umano, Non Umano

Il buridda si è popolato con molta calma ieri sera, quasi a voler andare controcorrente rispetto alla serata musicale che lo aspettava. Ad aprire la serata con un certo ritardo dovuto all'attesa del pubblico ritardatario ci ha pensato un sempre più grintoso Rocktone Rebel fresco di pubblicazione su Marsiglia Records. Rispetto alla prima volta che ho assistito a un suo live – più o meno un anno fa – il giovane musicista elettronico genovese ha fatto i celebri passi da gigante. Il suo concerto è coinvolgente, potentissimo, e tra i suoni dei game boy e le sue folli incursioni in mezzo al pubblico propone chicche come una specialissima partecipazione con un freestyle di Pernazza mc degli Ex-otago e una cover devastante di “Wannabe” delle Spice Girls che non riceve lo sperato karaoke del pubblico. Con la sua grinta e la sua elettronica urlata i suoi concerti sono sempre più divertenti e convincenti. Effetto contrario quello del concerto della francese Kania Tieffer, che nonostante il vestitino succinto e qualche buona idea non riesce a ottenere la partecipazione del pubblico, questo per un po' freddezza sia nell'esibizione che nelle sonorità eccessivamente scarne, culminate con una non abbastanza ironica cover degli Eiffel 65. Il suo è un set non certo fastidioso ma privo di mordente. Ero molto curioso di sentire dal vivo i romani Dada Swing e posso dire di essere stato ripagato della curiosità. Più potenti e coinvolgenti che su disco, tra continui cambi di strumenti e una buona dose di pazzia musicale hanno presentato un calderone di disco-punk e pop devastato che riesce a divertirmi e contagiarmi con pochissimo sforzo. Un degenero sonoro che vola sugli ascoltatori come un vento fresco e frizzante, un'esibizione appagante e interessante che prepara anche alla tempesta che sta per colpire il pubblico presente. I Talibam! rendono limpida la definizione di anarchia, portano il caos a diventare un concetto comprensibile. La loro musica è per palati forti ma è anche totalmente affascinante nella sua folle e indiscriminata distruzione delle barriere musicale. Kevin Shea alla batteria è come un alieno sotto anfetamine che senza un secondo di pausa devasta con una classe senza limiti il suo strumento; mentre le tastiere sparano con irruenza note devastanti il sassofono viene violentato con gli effetti tanto da non produrre per tutta l'esibizione una delle sue note naturali. Una perdita di umanità per colpire a cannonate l'udito degli spettatori e le loro convinzioni musicali. Un concerto semplicemente incredibile che di sicuro mi rimarrà a lungo impresso nella memoria.

Foto a cura di Anna Positano:
http://posianna81.deviantart.com/

  • ieri sera un buco insieme ad eskimo, calomito e talibam.
    loro hanno suonato quasi a caso (e il sassofonista si è rivelato un elemento inutile), ma hanno spaccato!