Morose – On The Back Of Each Day

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Con questo nuovo album i Morose non solo confermano le buone cose del precedente ‘People have ceased to ask me about you’ ma le portano a un nuovo livello, altissimo, spesso da brividi per l’ascoltatore.
‘On The Back Of Each Day’ è un disco malinconico, oscuro, ma di quel buio che non mette paura, che ti culla con grazia, un disco mai noioso nonostante la sua semplicità grazie a un uso dei suoni perfetto ed a delle melodie senza mai una sbavatura.
Già dalle prime note si entra in un mondo magico, strano ma confortevole, come quelli dei film di Tim Burton, poi si viene presi per mano dal pianoforte e dall’arpeggio pizzicato di “Beginning of the end” e non si mollano più quelle calde dita. “Foie de dinde” è favolosa nella sua calma, dominata da una tromba che sembra urlare per richiamare la voce che arriva nel finale, voce che resta ad altissimi livelli per tutto l’album, profonda e trascinante. Apice del disco l’incredibile “Cry faugh!”, dove gli strumenti diventano più ovattati senza perdere una briciola della loro forza mentre le parole recitate vanno a fondersi con la musica con un effetto totalmente ipnotizzante.
Un lavoro perfettamente riuscito, totalmente superiore a quelle che erano le mie aspettative, prodotto in maniera impeccabile da Fabrizio Modenese Palumbo dei Larsen e suonato ancora meglio dai Morose che vanno così a confermare la loro incredibile personalità artistica dando all’ascoltatore qualcosa di magico ed estasiante, qualcosa che si ricorda.