Silek – Sorrisi e finzioni

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Non so quanti anni abbia Silek ma da quello che racconta traspare una lunga storia di amore/odio con l’italica scena hip hop. Arriva da Padova, città nella quale da diversi anni dà vita al collettivo Dozhens dopo anni passati ad ascoltare e rielaborare la materia sonora in questione. La sua bio parla apertamente di passate collaborazioni in ambiti differenti (si cita electro, jazz, crossover…) oltre che di apparizioni in importanti festival hip hop americani e non si fatica ad immaginare una mente aperta agli stimoli e alle contaminazioni. “Sorrisi e Finzioni” è la sua prima uscita ufficiale dopo una lunga e faticosa trafila di demo e beneficia della produzione del concittadino Touch. E qui le prime note positive; il suono è assolutamente all’altezza, se non di più, atmosfera notturna, continuamente screziata da fremiti elettronici e azzeccatissimi campionamenti dall’ostentato gusto cinefilo, nel giusto guado tra El-P e la Cinematic Orchestra. Silek spende le sue rime con un tono basso e profondo, non molto duttile a mio parere e forse fin troppo battagliero non tanto per limiti intrinseci della sua voce ma per l’impatto esageratamente forte di molti brani che invece avrebbero beneficiato di maggior attenzione ai particolari. Silek si distacca da molti punti vista dall’ormai asfittica “scena” italiana strangolata proprio dalla sua ostentata ortodossia e qui sta la sua forza, in pezzi come “Luci della notte” dove su una base dal retrogusto blues (vedi Buck 65..) si concede un ritornello sfiziosamente pop, o in “Output”, sincopata come il vecchio Dj Shadow o nella resa dei conti di “1996 vs 2006”. Altrove ci sono eccessi di bile, giustificati nelle intenzioni ma non nella sostanza, come la pasticciata “Costante” o la statica “Nuova Pace”. Per una promozione convinta gli chiederemmo un ulteriore passo in avanti; l’abbandono di certa trita retorica di genere e sonora ormai priva di ogni stimolo, più melodia e freschezza per il definitivo approdo a lidi “altri”. L’accoppiamento scrittura/produzione mi sembra invece assolutamente da confermare. Per ora rimandato con stima. P.S. da sottolineare in “Petri” l’omaggio al Volontè di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, con uno dei monologhi più spaventosamente riusciti sullo stato di polizia interamente campionato ed effettato in maniera davvero riuscita ad evocare spiriti che riconducono il Luglio genovese del 2001 a Via Anelli…