Anonimo FTP – Lo Sguardo Al Cielo

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Ho tra le mani il nuovo lavoro degli Anonimo FTP, ‘Lo sguardo al cielo’. É il terzo lavoro della band pavese/milanese, che uscirà entro la fine di gennaio 2007 per l’etichetta indipendente Il Re Non Si Diverte, con distribuzione Audioglobe. Una rock band italiana che ai più non necessita di presentazione, avendo calcato centinaia di palchi in giro per l’Italia, uno su tutti, quello del festival itinerante del TORA!TORA!
Lasciate alle spalle le immagini più acide, più psichedeliche dei precedenti lavori, troviamo qui un disco fresco, virato verso un’indie pop più morbido, ben suonato, molto curato sei nei testi che negli arrangiamenti. Registrato in presa diretta presso la sala prove del gruppo, nel Pavese, con l’aiuto di Franco Fucili in consolle, e masterizzato poi negli studi Alpha dept. di F. Donadello (Giardini di Mirò) a Castelmaggiore (BO).
La scelta coraggiosa della presa diretta ha dato i suoi frutti, rendendo il disco più verace, e più rock nel senso tradizionale. Le ballate che si susseguono una dietro l’altra sono ben supportate dal cantato e dai testi di Vince Merlino, a tratti sognante e estatico.
Si passa dalla ballata classic rock di “Al posto mio”, il pezzo d’apertura, nel quale i nostri ci ricordano come sia meglio andare sempre avanti, ad una ballata direttamente dagli anni sessanta, “Facsimile”, con un’intreccio di chitarre e hammond davvero intrigante. Arriva il rock pop di “vuoto a perdere” e la ballata delicata e sognante del brano che da il titolo all’intero album, “lo sguardo al cielo” accompagnata quest’ultima da un bellissimo video che potete trovare on line sul sito della band e dell’etichetta. Si prosegue quindi con un altro pezzo molto british eighties come “la luce del sole” che mi ricorda il primo lavoro degli Housemartins. Si arriva con “nuova nuova” ad un incedere di basso/chitarra/batteria che sembra arrivare da Los Angeles, da una improbabile session con i Red Hot Chili Peppers ultimo periodo, per poi virare a suoni ben più consoni al gruppo, avvicinandosi ai bei tempi in cui gli U2 facevano ancora del sano rock’n’roll (riascoltate ‘Joshua’s Tree’ o le ballate di ‘Ruttle & Hum’). Si arriva quindi ad un pezzo che finirà sicuramente nei miei futuri djset; “Questa sera” è un brano che riconcilia con la rabbia primordiale del rock’n’roll che molti gruppi sembrano avere dimenticato, ma per fortuna non gli Anonimo. Il brano successivo “morbida” è un’altra ballata molto dolce con un piano trasognante, armonici di chitarra a fare da contro-altare agli intrecci di basso e batteria. “nei disegni” ci insegnano come sarebbe bello se a decidere le sorti del mondo fossero i bambini, tutto sarebbe forse più semplice, come il giro di piano elettrico che disegna la trama, la melodia della canzone. “il film che vuoi”, classico rock indie con sonorità direttamente anche qui dalla terra di Albione, ma ai giorni nostri, miscuglio di quelli che possono essere le ultime produzioni dei Dirty Pretty Things o degli Stone Roses di qualche annetto fa. Fino alla chiusura con un brano che è un incedere lento ma possente. Con “ti accontenti?”, si chiude il disco, un brano per chi si pone ancora domande, su chi, curioso, va ancora in giro a cercare qualcosa o qualcuno per cui valga ancora la pena di lottare.

Un album, molto diverso dai precedenti, curato nei dettagli del testo, curato nella melodia, con giri armonici dolci, che spiazza a volte, ma che se ascoltato con attenzione sarà gradito anche ai palati più intrasigenti. Questo non vuol dire che sia di difficile ascolto, anzi è l’esatto contrario, e come dicono loro: “la semplicità è più importante della voglia di stupire”. In tempi in cui tutto viene divorato in fretta ecco un disco da ascoltare con calma, senza frenesia, non ha data di scadenza. Nell’attesa di vederli presto in giro dal vivo, vi consiglio di cercare questo cd, a partire dalla fine di gennaio nei migliori negozi di dischi.