Irving – Death In The Garden, Blood On The Flowers

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Arrivano dalla California questi Irving e portano con sé un suono fresco e maturo, denso e pastoso, quell’indie rock tanto semplice da definire e raro come il tartufo in questi tempi di incroci e perdizioni da laboratorio sonico. Immaginate un crocicchio attraversato a passo spedito e sguardo contemplativo da Pulp, Magnetic Fields, Interpol e Modest Mouse e avrete forse una vaga idea del concetto di musica espresso dai nostri. Post dandy nati dalla parte sbagliata degli States, che alle Emo-tività di stampo Death Cab For Cutie preferiscono il gioco delle parti della rockstar mancata. Si parte con un trittico da paura: ”The Gentle Preservation…”, “She’s not shy” e “Jen..” sono fendinebbia nella notte tanto luminosa è la loro carica melodica, giri di chitarra che ti si ficcano in testa dopo trenta secondi e ritornelli in calce viva. Quei bassi rotondi e ficcanti e i guizzi di chitarra si riannodano all’ultima ondata inglese, ma la pasta sonora è intrisa di tutte le americhe che possiate immaginare, reali o metaforiche. Altre perle sparse al fulmicotone sono “Lovely, just like her” e “If you say jump, i will say no”, un tranello dietro l’altro, trabocchetti in note in cui è impossibile non inciampare di gusto. Tre o quattro pezzi non all’altezza del sorprendente catalogo ci fanno trattenere in gola i superlativi e ci frenano su un più che convinto “buono”. Peccato che accaparrarsi questo oggettino sia ancora una mezza impresa dato che, dopo una prima stampa americana targata Eenie Meenie, ci è voluta la tedesca Records And Me (label pregevolissima e dall’encomiabile varietà stilistica, ma ancora senza distribuzione italiana…) per fare arrivare i loro cd nel caro vecchio continente. E dire che non sono neppure dei debuttanti, dato che hanno già un altro album e un Ep alle spalle. Mani alle carte di credito o ai mouse, a seconda delle possibilità, ma certo questo è un nome da appuntarsi in fretta.