Il Cielo Di Baghdad – Manca Solo La Neve (Ep)

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Un senso di stasi sottilmente inquieta, come l’attesa di qualcosa che nel bene o nel male sarà ineluttabile. Un synth aereo sussurra la propria melodia sui binari di un tempo docile come una pigra marcia; inizia così questo ‘Manca solo la Neve’, EP d’esordio degli aversani Il Cielo Di Bagdad, un’altra bella sorpresa proveniente da una regione (la Campania) che si conferma autentica fucina di talenti da valorizzare. La confezione in cartone rigorosamente riciclato si rivela uno scrigno prezioso da conservare con cura e preludio ad un mini album che non lesina certo in emozioni e lirismo; qualcosa dei Rachel’s in quell’incedere pastorale, ambient amniotica e calda che ci fa immaginare un Brian Eno azzurro Mediterraneo che suona i Piano Magic, nessuna parola ma qualche fonema alieno davvero vicino alle melodie dei Sigur Ros. Rispetto alle più abusate derive chitarristiche alla Mogwai qui le chitarre lavorano di cesello e si resiste quasi sempre alla tentazione di metterla sul riff dal feedback ossessivo. Spazio alla riflessione, al rimestare di pensieri ed illusioni, senza cerebralismi, in una traduzione “post rock” che ne rispetta l’essenza nel tentativo, almeno abbozzato, di andare oltre la codificazione stilistica; non tutto splende come i due suggestivi episodi della nostalgica “Valentine”, la sorda invocazione di “Laura e il suo gatto”, o i minimali fraseggi pianistici di una “Tre ragioni evidenti” che piacerebbe a Sylvain Chauveau. Ci piacciono quando spengono le luci e mostrano gli occhi lucidi, meno nei crescendo un po’ scontati di “Apice” o “Today is a new day”, in una maniera che seppure non le rende sgradevoli non ce la farò ricordare troppo a lungo. Questo suono largo, intimista, spazioso e panoramico lascia intravedere molte vie da poter percorrere in tutta libertà se solo i nostri ragazzi vorranno affrancarsi da alcune ingenuità stilistiche senza la necessità di ricorrere al mestiere e introducendo una maggiore varietà nelle atmosfere. Quel nobile senso melodico che affiora in più riprese andrebbe gelosamente custodito. Un cielo del Sud (non senza grazia)

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