Klima – Klima

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Finalmente, dopo vari E.P. e split, dopo le collaborazioni con Piano Magic, Textile Ranch e Giardini di Mirò, arriva l’ omonimo ed attesissimo ( se non altro dal sottoscritto) L.P. di debutto dei francesi Klima. Inutile dire e ribadire sulla bravura e sulla sensualità vocale della cantante Angéle David-Guillou, mi pare doveroso analizzare in modo ancora più profondo la parte strumentale: intrecci chitarristici di qualità davvero alta, parti elettroniche che accolgono nella struttura violini e xilofoni delicati ed appropriati, sporadici glitch che vanno a braccetto con samples ben ponderati; il tutto pervaso da un umore davvero basso, bluastro e vischioso. Un disco questo con brani di caratura elevata dal retrogusto struggente come “Why Does Everything Have To End?”, dall’ espressività indietronica vitale ” The City”, “You Make Me Laugh “, emozionante e romantico tra i tremolo di chitarra in “I Love That Day ” e speranzoso ed avvolgente nel cantato di “Fluorescent Stars “. Impossibile non notare una certa complicità con sonorità pianomagiche, ma difficile comprendere se sia la band di Glenn Johnson ad aver soffiato ispirazione verso i Klima oppure se sia stata una sorta di affinità elettiva ad aver fatto si che questo album sia riuscito in questo modo. Sensibile.