Cromatigullio festival: Ulan bator

Anche quest'anno il buio musicale estivo del vacanziero golfo del Tigullio viene illuminato per due giorni dal Cromatigullio festival, e questo, da rapallino insoddisfatto, non può che farmi un immenso piacere. Il sole è ancora ben presente così come il caldo in questa seconda serata, manca ancora invece un pubblico (che però arriverà nel giro di un paio d'ore, riempiendo il parco Tigullio verso le 22) ad accogliere i T.s.o., quintetto di Sestri Levante dalle sonorità molto vicine al rock italiano anni '90, forse un po' troppo, ma si lasciano comunque ascoltare grazie particolarmente ai momenti più scuri dei loro brani. Convincono di più i successivi Cellar Door, sempre da Sestri levante. Li avevo già sentiti suonare un paio di volte, e devo dire che han migliorato vistosamente le loro capacità andando a prendere una buona personalità grazie principalmente a una buona versatilità dei brani che pur rimanendo principalmente rock riescono a tenere ben accesa l'attenzione dell'ascoltatore. Un po' troppo confusionari invece gli ultimi rappresentanti dei musicisti tigullini della serata, i God's great banana però dimostrano una buona voglia di creare qualcosa di personale e più che altro denotano amplissimi margini di miglioramento. Il progetto è ancora acerbo, ma le capacità s'è sentito che ci sono (particolarmente nella ricerca delle sonorità) e il frutto maturando potrebbe diventare molto interessante. I protagonisti della serata però sono gli Ulan bator, e il trio franco-italiano non delude le attese realizzando una esibizione semplicemente impeccabile. La loro musica riesce ad essere energica e allo stesso tempo passionale, caldissima. La voce di Amaury Cambuzat ha una forza delicata unica, sensuale e ferma, perfetta per il post-rock preciso e ben composto che va ad accompagnare. Il punto di forza degli Ulan Bator dal vivo sta però nelle code dei brani, le canzoni finiscono in lunghi dialoghi tra gli strumenti che vanno a creare un muro sonoro entusiasmante e coinvolgente capace di lasciare senza fiato il pubblico, come una corsa forsennata e dal passo pesante. Il bello della loro esibizione sta proprio nella dinamica che riescono a dare alla loro musica, tenendo l'attenzione dei presenti ben accesa per tutta la sua durata grazie a un suono potentissimo e preciso, pulito nel suo essere rumoroso. Ascoltare gli Ulan Bator dal vivo è come intraprendere un'avventura musicale da un'ora e mezza, una di quelle che alla fine ti lasciano magari stanco, ma con un gran senso di soddisfazione. Anche quest'anno i ragazzi di Cromatigullio sono riusciti nell'impresa di portare, in una zona restia a offrire proposte realmente interessanti particolarmente nel periodo estivo, della bellissima musica, senza tralasciare l'importanza de far sentire anche la voce di alcuni gruppi della riviera. Non posso che congratularmi e augurarmi che l'appuntamento sia per l'anno prossimo.