A Sunny day In Glasgow – Scribble Mural Comic Journal

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Non sono scozzesi come il nome suggerirebbe, ma di Philadelphia, Montreal. Mood agrodolce e melanconico, visioni aeree, a tratti psichedeliche, a tratti astratte. Ma premesso questo, cosa combinano gli A Sunny Day in Glasgow? Essenzialmente shoegaze, volendo ampliare lo spettro di analisi qualcosa di ben più difficile codifica. L’anima shoegaze è palese in pezzi come “A Mundane Phonecall to Jack Parson”, ma poi molto di più: tentazione techno/ I.D.M. ibridate con passaggi chitarristici che sfociano in qualcosa di rarefatto e raramente palpabile in “Ghost in the Graveyard”, sperimentazione e tradizione, se così si può dire in “5:15 Train”, viaggi lisergici e dubby con “Lists, Plans”; gli A Sunny Day in Glasgow riescono ad essere eterei come i Cocteau Twins in “Watery”, dreamy e poppy nella finale “The Best Summer Ever”. Probabilmente tra quindici anni questo disco non farà parlare come oggi riesce ancora a farlo ”Loveless” dei My Bloody Valentnie, ma di sicuro questa band e questo album sono da tenere assolutamente in grande considerazione. Bravi, bravi, bravi