I Luf – Paradis Del Diaol

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.Eccolo finalmente il vero nuovo disco dei Luf! Dopo lo spumeggiante “Ocio ai Luf”, a cui ha fatto seguito “Bala e fa Bailà”, album di cover reinterpretate con fantasia e ironia, ma che onestamente mi aveva convinto poco, arriva ora “Paradis Del Diaol”. Per chi non conoscesse i nostri, faccio un piccolo passo indietro: I Luf sono una band originaria della Valcamonica e offrono una musica molto particolare, una specie di mix tra il combat folk dei primi MCR e il cantautorato ironico e militante di Guccini. Erroneamente molti li accostano a Davide Van De Sfroos per il fatto che alcune loro canzoni sono in dialetto, camuno in questo caso, ma mio avviso con il cantautore laghè i nostri non hanno molto in comune. I Lupi infatti si ispirano ben poco alla musica celtica e statunitense (a parte qualche eccezione che vedremo in seguito), ma attingono al patrimonio della nostra musica popolare, quella musica che si suonava nelle feste di paese, la musica da ballo liscio, mazurca ecc per intenderci a cui sanno dare un tocco di vivacità e modernità davvero irresistibile. Ma, come detto prima, forte è anche la componente che deriva dal nostro miglior cantautorato, Guccini in Primis ma anche DeAndrè. Inoltre in questo nuovo album si aggiungono suoni latini che mi portano alla mente altri grandiosi lupi, I Los Lobos. Insomma, per farla brave, Dario Canossi e i suoi lupi hanno dato vita ad un progetto tanto bello quanto interessante, un progetto che con questo nuovo album raggiunge la piena maturità. Complice sicuramente la loro incessante attività live, i Luf in questi anni sono migliorati moltissimo e questo nuovo album lo dimostra. Paradis Del Diaol è un efficacissimo mix tra esplosivi folk e belle e riflessive ballate, il tutto senza mai rinunciare alla loro vena militante. Ascoltatevi ad esempio la title track e ditemi poi se riuscirete a farne a meno, il ritmo è irresistibile, scatenato con violini indiavolati e cori suggestivi e la voce di Dario sugli scudi: una di quelle canzoni che appena finisce hai subito voglia di riascoltare ancora senza sosta. Bellissima anche “Turna mia ‘ndre” : il testo (in dialetto ma nel booklet ci sono le traduzioni) racconta una storia antica, quella di Giacomo Cappellini, comandante partigiano fucilato il giorno prima della fine della guerra; parole toccanti che fanno sempre riflettere. La parte musicale è quella di Mrs Mc Grath, famosissima canzone folk americana riportata recentemente alla ribalta da Bruce Springsteen. “Signor Dio” invece è una sorta di “ballad-liscio”, la fisarmonica (Davide Brambilla) guida le danze e sostiene questa simpatica chiacchierata con l’onnipotente, la seconda voce è quella di Moreno Pirovano che è anche autore di tutto il brano. Che dire poi di “Ciao Bella”, è una ballatona folk, ancora una storia di partigiani, nella quale Canossi ricorda in moda impressionante Guccini, sicuramente una delle song più belle del disco. Molto toccante “Padre Pedro” dedicata al fratello di Canossi un missionario recentemente scomparso, le musiche latine le danno un tocco del tutto particolare e davvero efficace. Questi sono solo alcuni esempi , ma vi assicuro che tutto il l’album è assolutamente bello e vario, brani come “Donna Di Fiori”, “Cunta e Canta” “Fiore Amore Disertore” sono decisamente sopra la media. “Paradis Del Diaol” è sicuramente il disco migliore dei Luf, un album maturo, vario, coinvolgente e toccante, con il giusto mix tra testi mai banali e musiche di grande impatto; a mio modesto parere, un piccolo gioiellino da non farsi sfuggire.