The Gentlemen's Agreement – Cow (Ep)

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Ci tengono i ragazzi ad evidenziare le proprie reali o presunte ascendenze rurali, tributando fin dalla copertina in stile “Bonelli” sentito omaggio al bovino (più o meno pio…) al quale salgono comodamente in groppa, e sembra proprio che se la spassino guardando il cielo da lassù. E se ci aggiungiamo qualche strumento non proprio usuale (vedi il cavequinho o l’impertinente whistle-siren…) viene facile pensare che è in qualche strana forma di moderno country-folk moderna che i giovani partenopei intendano andare a parare. Si prenderebbe un gran bel granchio a chiuder così la partita e ad appiccicar loro un’etichetta tanto scomoda e che farebbe soltanto torto alla spumeggiante carica rock che emerge in diversi episodi dell’Ep che ci sta sollazzando dal lettore; “Fever All Durino The Day” ha qualcosa del classico istantaneo, un fotogramma dei Rolling Stones più voluttuosi incorniciati da un glockenspiel che appare tutt’altro che fuori contesto e da vita ad uno due da ricordare con la successiva “Train Goes By”, godibilissimo swing che paga tributo a Paolo Conte e ne trapianta il seme in SudAmerica (qualcosa che sarebbe piaciuto parecchio ad Elvis Costello…). Il boom-chika-boom di “Blonde Country Girl” si trasforma presto in un viaggio cow-punk dove è facile pensare a pendagli da forca come i Blasters, ma la voce di Raffaele (dolce ma dal retrogusto asprigno,vissuto…) ha una verve melodica piuttosto inglese ed è a qualcosa di figli pop d’Albione come i Mull Historical Society che riconduce. Bravissimi a rimescolare le carte, a dosare istinto e anima, non si inseriscono in nessun filone e tantomeno in una scena, ma hanno personalità da vendere e punteremmo più di qualche nichelino sulle loro prossime mosse. Braccia rubate all’agricoltura (per fortuna….).

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