Le Luci Della Centrale Elettrica – S/t (dedicato agli anni zero)

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Non mi stupisce per niente il risalto dato a questo ragazzo ferrarese su siti internet, blog e riviste negli ultimi mesi.
Questo perché il cantautorato di Vasco Brondi è amarezza che ti entra sottopelle, è tutto ciò che ti sta intorno e ti schifa che ti viene sbattuto in faccia, è musica che nella sua visceralità non puoi fare a meno di ascoltare e riascoltare. L’Italia delle luci della centrale elettrica è un paese alienante ed alienato: solo un malato nervosismo ed esplosioni di rabbia incontrollabili possono permettere di vederlo sotto i suoi vestiti e le sue maschere. Queste dieci canzoni, suonate con foga e cantante con la bava alla bocca non possono non scuotere le nostre coscienze. Si ascolta qualcosa di vicino, di marcio e di familiare, qualcosa che si odia del panorama e delle persone con cui lo si sta guardando ma che si sopporta con un triste menefreghismo.
Il valore di questa esplosiva rivelazione musicale non sta solo nella lucida bellezza dei testi ma risiede anche nella capacità con cui Vasco Brondi riesce a fare sua la lezione dei maestri del cantautorato italiano (l’influenza di artisti come Rino Gaetano è ammessa candidamente, così come i Cccp che si fanno simbolo di una inevitabile disillusione) per arrivare a uno stile personalissimo e moderno dalla marcata impronta punk.
Un demo che colpisce per la lucidità con cui evidenzia i mali di oggi, sia personali che macroscopici, sguaiate urla che difficilmente possono lasciare indifferenti e che danno vita a una delle proposte più interessanti tra quelle sentite nel bel paese negli ultimi tempi. Andatele a vedere le fredde luci della centrale elettrica, difficilmente vi lasceranno indifferenti.

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http://lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com/