Fuck Buttons – Street Horrrsing

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Il caso Fuck Buttons è l’ennesimo: disco in uscita a Marzo, ma già rintracciabile in rete da un mese quasi. Non credo che il duo di Bristol si sia molto preoccupato della questione, anzi…è innegabile infatti che, ad un mese dalla sua uscita, il vociferare intorno alla band si sia gonfiato a livelli importanti.
Fuck Buttons è probabilmente il nome del momento: non che mi interessi la cosa in sè, ma è abbastanza evidente che l’attenzione verso questo gruppo sia divenuta notevole: per il sottoscritto il connubbio di droni e melodie, urla e post-industriale è potenzialmente quello perfetto, ma raramente mi sono ritrovato dinnanzi ad un muro di suono tanto preciso nella sua imprecisione, tanto analogico quanto digitale, tanto assennato quanto screziato.

Il disco parte con Sweet Love For Planet Earth, una morbida ascesi tra un giro di piano in delay e movimenti tellurici di sottobanco che vanno a delineare il brano in modo progressivo, fino alla sua brutalità di voci filtrate da distorsori. Ribs Out si insidia spettralmente tra latrati e ritmiche tribali; Okay, Let’s Talk About Magic cresce con la pressione del loop, angosciante e primordiale per sfociare in power electronics siderurgici.
Arriviamo quindi a Race You To My Bedroom Spirit Rising, la traccia più dura e noisey dell’album, nove minuti e venti di massiccio massacro. Bright Tomorrow incalza su una cassa in quattro e un synth in modalità arpeggiator, con grazia rumoristica da paura. Chiude il disco Colours Move, inno alla violenza “controllata male”, alle melodie deturpate, al rumore fatto suono. Forse è presto, ma ho idea che verso dicembre questo disco sarà nella mia top five del 2008.