L'Amorth Duo – (nulla esiste)

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Ad oggi Merzbow è un pòro stronzo. Non è colpa sua, sia chiaro; è che quando nel 2008 cerchi di suonare il più rumoroso possibile NON SEI il più rumoroso possibile, non dai fastidio, non nel senso di puro inascolto: al massimo una bella smorfia mentre qualche ascoltatore onnivoro finge di farsi piacere il rumore che stai producendo. Pure Wiese, tanto per dire, ci fa la figura del poraccio se pensate che i Fuck Bottons se li ascoltano tutti, e come lui un sacco di altri noisers; a questo punto non rimane altro che spostare il contenuto, tipo fare espressamente del rumore suonando oggetti rotti, radio circuitate, legni, acciai, feedback e chissà cos’altro e nascondendoci dentro gran parte delle derive che l’oggetto in questione ha preso negli annni, no wave, industrial, elettroacustica, tutto insieme, stratificato; muri di suono organizzati e controllati.
E se ciò non bastasse, arriva il colpo di classe: la rabbia, quella diretta, quella politica. Intendiamoci: niente proclami, nulla esiste, tutto è da svelare: quella di cui si parla è la stessa rabbia primitiva delle sezioni ritmiche dell’era parigina del jazz, del basso slabbrato di Malachi Favors, dei dispari di Max Roach accompagnati dal furore dell’Ellington nei suoi tanti stati di grazia: nelle grandi armonie percussive dell’Art Ensemble Of Chicago. Segni di riconoscimento, note rabbiose, di conoscenza, di scoperta. Malagnino e Giust chiedono attenzione, in ogni minuto della loro esibizione, urlano addirittura. Un gruppo jazz travestito da orchestra noise: cazzo!