Jessica Lea Mayfield – Tell Me

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22 Febbraio 2011 Nonesuch Jessicaleamayfield.com

Our hearts are wrong

Lo dicemmo quando si trattò di recensire l’ottimo Brothers, e lo ribadiamo anche ora: le tante produzioni e collaborazioni che coinvolgono i due Black Keys non sono soltanto l’effetto collaterale di un successo inaspettato, ma parte di un progetto pianificato: riscoprire la black music in tutte le sue incarnazioni, anche quelle a più alto ‘candeggio’, come le rooted song che le dame sudiste degli Stati Uniti amavano intonare tempo fa. Un obiettivo ambizioso, tra filologia e megalomania, molto vicino a quello intrapreso di recente da un altro duo rock-blues, i White Stripes, anche loro (almeno per una metà, la più importante) colti dal sacro fuoco per le radici dopo aver conosciuto le gioie della classifica.

Così accade che i protettori/produttori Jack il “Bianco” e Dan  il “Nero” si spartiscano il racket delle southern ladies. Secondo un tacito accordo, al primo toccano le vecchie glorie in cerca di riscatto (dopo Dolly Parton, è venuto il turno di Wanda Jackson: centodieci primavere in due…). Al secondo le donzelle di belle promesse. Sembrerebbe che Auerbach abbia avuto la meglio da tutti i punti i vista, ma così non è: se in tanti, dopo la prova dell’ascolto, non trovano di meglio che lodare il suo lavoro in cabina di regia, ammirare i suoi ricami a lato delle canzoni e rintracciare i collegamenti tra Tell Me e la produzione Black Keys è perché della fanciulla  titolare del disco ci si scorda in fretta. Si possono fare un paio di eccezioni, tra cui la title track, che si ficca in testa meglio delle altre. Dopo di ciò, la Mayfield non riuscirà ad imporsi né con la voce né con la penna, entrambe troppo acerbe e senza la giusta autorevolezza.

Il tassello che manca al nostro parallelo è proprio la verde età della protagonista. Jessica Lea ha 19 anni; quando se ne uscì col suo primo Ep ne aveva appena 16, quasi gli stessi della Jackson e della Parton ai tempi in cui cominciarono a cantare nelle chiese o nelle bettole dei rispettivi paeselli. Quello che Auerbach ha pensato per lei potrebbe essere dunque un progetto a lungo termine, come davvero non se ne vedono più da un pezzo. Ammesso che tirar su una fanciulla del West oggi abbia ancora un qualche senso, sappiamo che la giovane non poteva cadere in mani migliori di queste.