Boards of Canada – Tomorrow’s Harvest

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Se negli anni 60 del XX secolo erano i cantautori ad essere quelli più sensibili ai mutamenti epocali in corso in quegli anni, negli anni 10 del XXI secolo, di riflesso, non potevano non essere (anche)  gli autori di musica elettronica a permeare le proprie composizioni del disagio che i cambiamenti epocali a loro contemporanei evocano. Se negli anni 60 però i cantautori si facevano portavoce di istanze di protesta e (termine ormai banale) “rivoluzione”, i fratelli Sandison, aka Boards of Canada, sono invece un po’ più pessimisti e in Tomorrow’s Harvest riversano tale visione del futuro.

Nei loro precedenti lavori, per quanto non mancasse un po’ di oscurità, il risultato finale medio era  più ipnotico, sottendendo una certa vena spirituale rivendicata spesso dai due fratelli, e talvolta era accompagnato da sommesse influenze dance-eggianti che sono valse la definizione della loro musica e della schiera dei loro omologhi di Intelligent Dance Music.

In quest’ultimo invece ogni possibile eco dance viene azzerata, così come l’uso di strumenti acustici o elettrici che era stato la parziale svolta del precedente Campfire Headphase, mentre aumentano gli episodi con prevalenza di sonorità distorte e in cui l’atmosfera generale si intesisce; visto il risultato non a caso i due scozzesi citano tra le fonti di ispirazione per questo disco John Carpenter, “il” regista dei film di fantascienza dark degli anni 80 e autore delle colonne sonore dei propri film, riferimento imprescindibile per quanti facciano della distopia in musica il proprio obiettivo. Anche nei momenti che inizialmente sembrano più distesi, subdoli si insinuano elementi di pesantezza e di disturbo: voci metalliche e beat appesantiti fanno spesso fanno da contrasto agli ormai irrinunciabili synth vintage, in questa tornata ancora di più tali, usati sia in chiave atmosferica, avvolgendo i pezzi come una coltre, che in chiave ritmica sostituendo in alcuni casi i beat.

In generale si potrebbe definire Tomorrow’s Harvest un compendio dell’elettronica d’ascolto degli scorsi decenni, da Jean Michel Jarre al già citato Carpenter passando per l’ambient di Eno e la minimal techno, un percorso ripido e tortuoso che poteva essere imbastito e spianato solo da due sherpa dell’elettronica come i fratelli Sandison; un percorso al cui termine la catarsi è garantita. Nonostante il tenebroso futuro in lontananza.

[schema type=”review” rev_name=”Boards of Canada – Tomorrow’s Harvest” author=”Marcello Aloe” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]