Kim Gordon & Bill Nace: Body/head @ Serendipity, Foligno (PG) 26/10/2013

Un sabato sera con la storia della musica (e convincerti che l’hai fatto per devozione)
ATTITUDINE E VISUAL: La struttura del locale aiuta la preparazione dell’impatto iniziale: il botteghino, poi una specie di piazzetta, un tunnel rosso, una sala con luci al neon, una tenda e alla fine sei dentro. Luci blu, palco vuoto coi due musicisti in mezzo, illuminati da una proiezione video a rallentatore che copre tutta la parete di fondo (tutto il tempo a chiedermi: ma chi erano quei due nel video?). Niente male insomma. Kim Gordon non ha bisogno nemmeno di alzare lo sguardo per avere tutti gli occhi a sé, Nace si sbatte, si piega, ma alla fine non basta il ciuffo davanti al naso per sembrare più rocker di lei.

Body Head by Annabel Mehran

AUDIO: Non facile da giudicare, visto il muro di suono (rumore) compatto (e spesso indistinto) con sopra sprazzi di voce sofferta. Senza farsi domande su volumi o impianto, il tutto sembra riuscire a creare l’atmosfera necessaria ad una specie di trip fuori stagione (perchè i due del video stavano davanti ad uno specchio?).

SETLIST: Tre problemi fondamentali: considerato che il progetto Body/head non predilige la forma canzone classicamente intesa, come potevamo distinguere i brani (sempre che fosse importante farlo)?
Va bene il poco materiale prodotto da questo duo artistico, ma 40 minuti di live possono definirsi “concerto” ?
Più di 40 minuti con quel genere di musica, sarebbero stati sostenibili?
(E su che città si affacciava la finestra nel video?)

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PUBBLICO: Devoto, più che altro ai Sonic Youth. Combattuto, tra il voler più minuti di performance (per abitudine e legittimazione del biglietto) e il farsi domande sul senso musicale di questo progetto. Perplesso: “abbiamo visto qualcosa di talmente sperimentale da non poterlo ancora apprezzare del tutto, o tutto ciò sta in piedi solo perchè lei è Kim Gordon?”
(Cosa stava bevendo il tizio nel video?)

LOCURA: “Ciao, scusa, ho un amico di Vicenza che ti somiglia tantissimo, posso farti una foto?”. Ecco, il massimo delle storie da raccontare.
(Stavano insieme i due tizi del video?)

MOMENTO MIGLIORE: Niente scarti, niente picchi: c’è chi ha detto che il momento migliore sia stato tutto il concerto, chi invece il concerto dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger!, subito dopo.
(Il video sarà stato degli anni 70?)

CONCLUSIONI: Body/head non è un progetto facile, forse è anche il suo pregio. Bisogna entrarci dentro fino all’osso e poi lasciarsi trascinare per capirne la forza. O forse è davvero troppo, anche per le orecchie più esperte. Non c’è dubbio che si sia usciti tutti con un po’ di amaro in bocca, e non perchè ci si aspettasse qualche riesumazione della gioventù sonica.
Troppo breve, troppo difficile da metabolizzare.
(E perchè mi son fissato più su quel video che sul resto?)