Four Tet – Beautiful Rewind

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Un viaggio sonoro all’interno di un’ideale metropoli contemporanea, mediato dall’attitudine riflessiva del “conducente” Four Tet

Kieran Hebden, a.k.a Four Tet, ha iniziato a consumare vinili già in giovanissima età, costruendosi una cultura musicale molto varia e decisamente invidiabile; con un bagaglio di ascolti così esteso, che spazia dal jazz, al rap, al soul, alla classica minimalista, era difficile aspettarsi un album che non fosse all’altezza dei palati più fini.

Anche con Beautiful Rewind Four Tet riesce nella sua personalissima impresa di  “intraprendere un nuovo viaggio sonoro”, anche questa volta con una direzione differente dai precedenti.

L’ultimo percorso intrapreso dal nostro va nella direzione di un utilizzo preponderante di suoni completamente elettronici, con un sottotesto ritmico spesso frenetico e ossessivo, filtrato però dalla cerebralità che ha caratterizzato la totalità dei suoi lavori. La ripetitività, elemento  che Four Tet ha dichiarato di apprezzare, è portata quasi all’esasperazione con l’uso frequente di pattern melodici e ritmici molto brevi, mentre i richiami dei vocal spaziano da quelli maschili più reggae o rap a quelli femminili più eterei, di matrice che si potrebbe definire dream-pop.

Nel complesso troviamo pezzi decisamente minimali, i cui ritmi ossessivi sembrano ispirati dalla frenesia di una ideale metropoli multietnica contemporanea; questi risultano però attraversati da un’aura di spiritualità e riflessività, come se la frenesia della giungla urbana  fosse stata osservata dai finestrini di un autobus, magari doubledecker. E il risultato ancora una volta conferma le innate doti di manipolatore elettronico di Four Tet.

[schema type=”review” name=”Four Tet – Beautiful Rewind” author=”Marcello Aloè” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]