Xiu Xiu – Angel Guts: Red Classroom

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Il ritorno degli Xiu Xiu con quel micidiale connubio di melodia e rumore, tra incubi notturni e trame criptiche che colano sangue su oscure claustrofobie ritmiche

A distanza di quasi due anni da Always e dopo il disco di cover di Nina Simone, torna la follia nevrastenica della band di Jamie Stewart con l’album Angel Guts: Red Classroom, titolo che cela al suo interno, quasi volendolo svelare, l’erotismo cinematografico giapponesedi un film del 1979. L’angoscia ossessiva e oppressiva degli Xiu Xiu si fa ancor più radicata in questo album, discostandosi dal suo predecessore Always per un maggiore alone di oscurità, di morte decadente e per un impatto ritmico molto più erosivo e graffiante. Registrato a Los Angeles con synth analogici, percussioni e drum machine, tra le urla e i respiri dell’inconfondibile voce di Stewart, si posano testi e sonorità che vibrano di conflitti universali e malattie interiori, che sgorgano lacrime, decadenza e desolazione.

Esasperazione sonora e violenza testuale che volano via come aliti di vento (Angel Guts) tra riverberi cubici (Archie’s Fades), interminabili battiti di metallo (Stupid in the Dark), macabre campane (El Naco) e avvolgente e minacciosa redenzione (Botanica de Los Angeles). Angel Guts: Red Classroom è un interessante compendio di atmosfere crepuscolari che non raggiunge i livelli dei lancinanti e malsani tagli emotivi di album come A Promise e Fabulous Muscles, ma porta a rigenerazione quel sound tipico della band, difficile da assorbire a un primo e blando ascolto ma così piacevolmente straniante, morboso e opprimente da entrarti nella pelle. Ossessioni oscure dunque per questo album, torbide tenebre che come riverberi sanguinosi esorcizzano i demoni nell’antro nero dell’inferno.

[schema type=”review” name=”Xiu Xiu – Angel Guts: Red Classroom” author=”Ida Stamile” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]