Wovenhand – Refractory Obdurate

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Viaggio mesmerico al confine di un universo sonoro tanto indefinibile quanto polveroso, roccioso e intensamente oscuro e arcano

Sonorità di frontiere astratte, misticismo arcaico, ascetismo naturale e scosceso che valica i margini di cielo e terra contemporaneamente. I Wovenhand dello stregone ammaliatore David Eugene Edwards, depositari di questi segreti lontani, di queste tenebre surreali pregne di folk ancestrale e alt-country corvino che scardina la sperimentazione per giungere alle primitive radici dell’America stessa, giungono così tra lande torride e oscure alle fondamenta del loro ultimo album Refractory Obdurate, due anni dopo l’uscita di The Laughing Stalk.

E i contorni sonori si fanno più granitici e torbidi, se si volge soprattutto lo sguardo ai respiri mistici e immateriali di The Threshingfloor, i bordi si fanno più neri, mentre la polvere affiora dalle tenebre, dal tappeto di ritmi incessanti, di percussioni tribali e chitarre satolle. Con un cambio di formazione che vede oltre al leader a voce, chitarre e banjo anche Chuck French alle chitarre, Neil Keener al basso, Ordy Garrison alla batteria e con la collaborazione tra la Glitterhouse e la Deathwish (etichetta co-fondata da Tre McCarthy e Jacob Bannon dei Converge), il suono dei Wovenhand conserva la sua anima originaria, irrobustendosi e rinforzandosi nella sua duale struttura compositiva acustica/elettrica e al contempo primordiale, secca, scarna, cruda, asciutta e diretta.

La voce “cerimoniale” e calda di David Eugene Edwards si spinge così lungo derive oscure incrociandosi col resto degli strumenti in un abbraccio carico e visionario tra invocazioni acute (Corsicana Clip) rifrazioni selvagge (The Refractory), fitte ombre su inquietudini bibliche (Salome, King David) e furie sonanti e sibilanti (Hiss). Un monolite che nasce dal profondo, volgendo lo sguardo verso percezioni nascoste, verso un’umanità abitata da moderni Nativi d’America; un incantesimo che prende vita da oscurità amene, meditazione e istinto, “forza vitale sciamanica” in un mondo enigmatico, oltre lo spazio e il tempo.

[schema type=”review” name=”Wovenhand – Refractory Obdurate” author=”Ida Stamile” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]