Lusts – Illuminations

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Nel più classico dei revival, due ragazzi si ritrovano nel garage abbandonato dello zio scapestrato e decidono di cimentarsi col viaggio nel tempo – più specificamente negli anni ’80. D’altronde se sei inglese – di Leicester – non puoi non innamorarti di quelle che sono le tue origini.

I fratelli Stone (Andy e James) amano ripercorrere i passi di quelli che sono stati i padri fondatori della new wave e del post-punk. Le chitarre presenti in Illuminations non casualmente sono rubate a chi ha segnato verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 un passaggio musicale laddove il seguito elettronico del punk originava la wave in tutte le sue sfumature. La traccia omonima, fulcro del disco, è la testimonianza dell’affezione del debuttante duo inglese a gruppi come gli Echo and the Bunnymen  – loro stessi cuciranno su di essa l’accezione di “cuore pulsante dell’album” in un’intervista. In Careless e Temptation sembrano rifiorire melodie, synth, basso e chitarre di Tears for Fears e Stone Roses, il tutto completato da quella voce che tanto fa venire voglia di muovere le spalline del proprio chiodo e di ancheggiare come nei classicissimi video dell’epoca. La summa, nel titolo e nei fatti, è Waves, ottava traccia del disco, che sembra avere la natura definitoria di quello che i Lusts vogliono comunicare e del fine della loro musica.

Un debutto di rievocazione nostalgica attraverso un disco di facile e scorrevole ascolto che di sicuro non li lascerà passare inosservati nel panorama musicale attuale.