The Half Of Mary – Ruins

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Ruins è il suggello di quello che Claudio Tosi (voce), Andrea Allulli (tastiere e programmazione), Luca Taverni (batteria), Gionni Dall’Orto (basso) e Maurizio Sammicheli (chitarre) definirono “The Half of Mary“. Progetto musicale nato nel 2009 di cui il succitato disco sancisce il punto di partenza, all’apparenza tardivo, seppur matura testimonianza di un lavoro per nulla banale, accurato e dal sound ricercato.

Dall’Orto e Sammicheli guidano la produzione artistica del lavoro mostrando una maturazione che dagli albori della band si è sviluppata senza costringerli a gettarsi nel mercato musicale con qualcosa di “necessario”. Prima di Ruins un solo EP, Strange Behavior (2010) – degno e coerente predecessore di questo debutto. L’album viaggia sulle dinamiche del rock alternativo, con sfumature “art” e psichedeliche che si manifestano immediatamente nell’omonima traccia di apertura, perpetuandosi in “Flames” e nelle più movimentate “Afraid of Beauty“, “Silence” e “Sha“. La sensazione è che ciascuno dei componenti si sia voluto divertire mettendo a frutto l’esperienza e la sintonia raggiunta, giocando con tutta quella corona di contaminazioni musicali che hanno caratterizzato i rispettivi lavori solisti nel mondo del teatro e dell’indie italiano.

Il pregiudizio basato sulla concezione di un rock italiano spesso accusato di superficialità e banalità, viene scacciato non solo dall’utilizzo della lingua inglese, ma dalla composizione di uno scheletro in cui diversi generi si intersecano senza perdere una goccia di freschezza: correndo il rischio calcolato di cadere preda dell’emulazione dei maestri di genere, oltre cui si spera i THOM riescano a spingersi.