Maserati @ Monk Club – Roma, 12 novembre 2015

Maserati_Rehumanizer_innersleeve
Attitudine e visual:

La città di Athens in Georgia sicuramente richiamerà alla mente di molti il luogo che ha dato i natali discografici ai R.E.M.. In realtà all’interno di questa cittadina, situata nella Contea di Clarke, nascono anche i Maserati (Coley Dennis, Mike Albanese, Chris McNeal e Matt Cherry) e il loro sound intriso di visioni spaziali spruzzate di elettronica, allucinazioni psichedeliche e derive post-rock. A distanza di ormai tre anni da “Maserati VII”, la band torna a calcare i palchi europei per presentare il nuovo lavoro “Rehumanizer” e lo fa arrivando con la sua “automobile sonica” anche al Monk Club di Roma. Ad aprire il concerto ci sono i Jarman (Alessia Casonato – basso, Alessandro Giordani – chitarra, Federico Vignali – chitarra, Francesco Romano – batteria), band romana che propone un sound strumentale diretto e pieno e che alterna, calibrandolo a dovere, il senso di contemplazione quasi catartica tipica del post-rock all’aggressione delle dissonanze e delle distorsioni, il tutto all’interno di un set che prevede visual in grado di acuire la dimensione onirica del genere. Dopo un line – check veloce, è poi la volta dei Maserati che col nuovo album virano, anche live, verso territori ancor più “space” rispetto al passato, inserendo a più riprese anche un’inaspettata voce effettata, robotica e quasi aliena. Come sempre la ciclicità delle composizioni è messa in primo piano e si carica di spirali ritmiche che mescolano l’attitudine sintetica della band alle contorsioni strumentali reiterate. Il magnetismo sonoro costruito dal gruppo sì fa via via più conciso, in un alternarsi ossessivo di battiti strumentali e pulsazioni artificiali.

Audio:
L’acustica del Monk risulta perfetta, pulita e corposa. Riesce bene a far immergere il pubblico all’interno delle sonorità del live.

Setlist:
In tour per presentare “Rehumanizer” la band pesca dunque molto da quest’ultimo album, a partire da End Of Man e No Cave, senza tralasciare qualche tuffo nel passato come Inventions, in una sintesi unica di lunghe suite strumentali e variazioni cosmiche.

Momento migliore:
E’ nel finale che esplode la parte più ruvida, più energica, adrenalinica e più coinvolgente dell’intero live.

Pubblico:
Sicuramente non si è parlato di pubblico delle grandi occasioni. Chi c’era però voleva esserci a tutti i costi e si è lasciato trasportare dai flussi sonori e “astrali” proposti dalla band. Ricordiamo inoltre che per avere accesso agli eventi del Monk Club è necessario essere in possesso della tessera ARCI. Si può ottenere esclusivamente previa iscrizione online al seguente link e non può essere richiesta direttamente in cassa il giorno dell’evento.

Conclusioni:
Sul palco i Maserati forse a volte peccano di un’eccessiva dose di monotonia periodica, che riesce però a essere ben occultata e incanalata nell’impeccabile precisione tecnica. Tra distorsioni e delay, si viene così catapultati in una circonvallazione di suoni, di snodi stradali astratti e concreti, lasciandosi guidare da quattro ideali “umanoidi” sotto lucenti raggi di luna.

Qui la nostra recensione dell’ultimo “Rehumanizer”