John Carpenter – Lost Themes II

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Dopo il recente e ben accolto album d’esordio, ecco giungere l’annunciato seguito omonimo suonato, composto e curato da John con l’aiuto dei figlio Cody Carpenter e Daniel Davies. Non è certamente segreta l’attenzione del regista per i vari aspetti delle sue disparate e variegate creazioni. Del resto, le colonne sonore rimangono un aspetto certamente non secondario e fondante in qualsiasi lavoro cinematografico ed in grado spesso di influire notevolmente sull’effettivo valore qualitativo dello stesso.

Dovremmo poi valutare i differenti utilizzi della componente sonora all’interno dei film, basti fare un fugace excursus nelle nostre memorie cinematografiche soggettive per farsene un’idea. Insomma, cinema a parte, pare che ultimamente Carpenter abbia curiosamente deciso di dedicarsi con dedizione al mondo della musica, inaugurando così un nuovo corso creativo; scelta sicuramente da promuovere per coraggio e desiderio di mettersi in gioco su fronti differenti da quello consueto.

Curiosamente, questo Lost Themes II è un lavoro le cui sonorità, pur non essendo esplicitamente pensate per un film, suonano (forse per inconscia deformazione professionale) come chiari corrispettivi a possibili immagini, il che non è assolutamente un problema, anzi; il punto sta nella consueta evocazione (anche musicale) procurata. Difficile non edificare mondi, seppur mentali, durante brani come: “Distant Dream“, “White Pulse” o “Persia Rising“. Un sound acuminato, diretto, ma che sembra in certi passaggi privo di quegli scossoni capaci di ricollegare immediatamente l’ascoltatore alle dinamiche, all’urgenza dell’opera di Carpenter.