Charles Bradley – Changes

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Negli ultimi anni Charles Bradley sta ottenendo tutti i riconoscimenti che sinora la casualità gli aveva negato. Nel 2015 Paste Magazine lo ha votato come il migliore artista e Bradley ha avuto la possibilità di suonare nei maggiori festival internazionali: Coachella, Primavera Sound e Glastonbury Festival. Alla soglia dei settanta, reduce dagli ottimi “Victim of love” e “No time for dreaming“, Bradley rincara la dose con questo “Changes” in uscita ad Aprile.

Cominciamo subito col dire che la title track è un omaggio, sotto forma di delicata cover, ai Black Sabbath. Roba che non t’aspetti. Del resto, Bradley possiede una caratteristica oramai rara nel panorama musicale odierno: quella di saper dare un’impronta netta e ben definita ad ogni sua interpretazione – caratteristica ben narrata nel documentario Soul of America che fu presentato in esclusiva dal Sundance Film Festival nel 2012. Le tematiche delle sue canzoni vivono nell’orlo della tradizione roots bluesclassic soul, la sua voce calda e avvolgente sa disegnare, come succede a pochi altri, evoluzioni sonore davvero penetranti. L’album è da ascoltare in ogni suo lato e colpisce per impatto sonoro, con picchi artistici durante”Crazy for your love” e “Nobody but you“.

Questa terza prova conferma Charles Bradley come un novello James Brown catapultato ai giorni nostri direttamente dal boom della musica nera degli anni sessanta. Eccolo allora farsi largo con classe cristallina e suono di pregio attraverso le generazioni, sicuro della propria cifra stilistica. Un sound così caldo, immediato, destinato a durare tra le mura portanti della musica contemporanea.