Parquet Courts – Human Performance

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Hanno quell’aria sciatta, trasandata, i Parquet Courts. Sembrano fregarsene di tutto, almeno in apparenza. Di parvenza trattasi, visto che nell’arco di meno di cinque anni, tra EP e LP, sono arrivati alla quinta pubblicazione. L’ultimo lavoro s’intitola “Human Performance” e non sarà stata di certo la negligenza a far strappare al gruppo di Andrew Savage un contratto con Rough Trade e a permettere la collaborazione con Jeff Tweedy dei Wilco.

Strafottenti e coraggiosi, i nostri danno alle stampe un lavoro Alternative Rock, quasi revival, che lambisce tutte le sfumature proprie del contesto di genere statunitense: newyorchese in particolare. I quattro texani di stanza a Brooklyn spaziano dai Velvet Underground ai Sonic Youth, dal Punk all’Indie di inizio millennio. Strati di chitarre, mai troppo spigolose e sempre tendenti al melodico ci offrono quella sensazione di musica impolverata, vintage, ma al contempo fresca. Capita quando ascoltiamo “Human Performance”, pezzo tra i più personali di tutto l’album o “Steady On My Mind”, sussurrata come se fosse una fiaba in musica.

Con leggerezza, senza mai perdersi in episodi fuori dalla portata, Savage e compagni ci raccontano della vita a New York, della lotta per trovare il proprio posto nella metropoli. Ecco che nascono pezzi come “Captive of the Sun” e “Two Dead Cops” – il primo tirante al Noise, l’altro al Punk –, che trattano tematiche sociali come l’inquinamento acustico e la violenza: senza scadere nel moralismo da quattro soldi. Con onesta incoscienza i nostri riescono inoltre a raccontare uno scorcio di Berlino utilizzando un motivo Western; diventerà uno dei pezzi migliori dell’album – “Berlin Got Blurry”.

In conclusione, ciò che rende l’album particolarmente interessante è rappresentato dall’illusione strisciante che tutto sia affidato al caso. “Human Performance” non si pone come utilitaristico ritorno al passato, piuttosto rappresenta un attestato inconsapevole, quanto intelligente, di stima e rispetto verso ciò che è stato. Dietro non c’è racconto, non c’è furbizia: soltanto il menefreghismo e la sventatezza di chi può permettersi di fare la musica che vuole senza compromessi.

Data:
Album:
Parquet Courts – Human Performance
Voto:
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