Nicolas Michaux – A la vie, à la mort

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Dopo l’esperienza decennale con il gruppo Eté 67, il cantautore belga Nicolas Michaux ha recentemente esordito con “A la vie, à la mort“, album che lascia piacevolmente intravedere le sue qualità autoriali.

La scoperta dei Beatles all’età di cinque anni, il successivo e appassionato ascolto dell’ormai classica “Anthology” – così come di Jacques Brel –, furono determinanti per la sua crescita musicale. “A la vie, à la mort” possiede un imprinting melodico piuttosto suadente, manifestando il desiderio di staccarsi dall’esperienza musicale pregressa (Eté 67), per approdare ad una dimensione completamente propria. Per fare questo, lascia Liège in compagnia della fidanzata, e armato di una tastiera e di una chitarra si dirige in Danimarca.

Le canzoni concepite in tale periodo di transizione e ricerca personale, cantate in inglese e francese, scorrono rilassate creando un’atmosfera omogenea molto intima. La piacevole commistione elettroacustica  che ne consegue – “Nouveau Dèpart” o il curioso electropop di “Le Ciel”  –, non fa mistero inoltre di una produzione cristallina. “A la vie, à la mort” è un album di “pop belga del 2016” – come dice scherzosamente lo stesso Michaux – trovandoci pienamente d’accordo. Musica e testi guardano ad una spontanea semplicità, sfuggendo soluzioni inutilmente astruse, come spesso accade. 

Data
Album
Nicolas Michaux – A la vie, à la mort
Voto
3