Orquesta del Desierto – Dos

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Il bello delle Orchestre è che hanno la peculiarità di trasmettere allegria. Sono organici che istigano alla danza e alla leggerezza: e più stanno ai bordi di una frontiera (musicale), più ne subiscono le contaminazioni. Se poi a questi intrecci di confine si incastrano la voce di uno come Pete Stahl (Scream, Goatsnake, Woole il talento musicale dei migliori musicisti della scena “desertica” – vedi Mario Lalli (Fatso Jetson, Yawning ManAlfredo Hernández (Kyuss, Queens of the Stone Age, Ché), giusto per citarne un paio –, il risultato è che si finisce per oscillare il corpo in una danza leggiadra, pensata ad occhi chiusi.

I componenti, archiviata per l’occasione la consueta cifra musicale Stoner che li caratterizza – qui epurata dalle chitarre pesanti in favore di un’elaborata strumentazione acustica –, sfoderano un bel suono fatto di ritmiche latine, Classic Folk e quel pizzico di California onirica legata al sole e ai tramonti sulla Baia. Un ensemble che gronda maestria da ogni nota, per un lavoro complesso nell’architettura musicale, ma agile e piacevolmente immediato all’ascolto. Un suono fresco e avvolgente. Pop Psichedelico e Rock latino che beneficiano della rimasterizzazione ad opera di Harper Hugg, risultando attuali anche ai giorni nostri. Menzione d’onore per quella perla di rara bellezza che è “Summer“. Ristampa il tutto la Spin On Black, proponendoci la versione vinilica dell’album – 12″ 180 gr. vinile gatefold, in 500 copie limitate – a distanza di dodici anni dall’uscita del Cd: affidandone la nuova veste grafica a Luca “Solo Macello” Martinotti.

Data:
Album:
Orquesta del Desierto - Dos
Voto:
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