Xiu Xiu – Forget

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

What’s your name? Fucking nothing

(Queen of the Losers)

Quando il mondo si fa elettronica concettuale, Jamie Stewart guarda in basso, e, noncurante, raccoglie in Forget la più coinvolgente collezione di musica libera. L’aggettivo vuole specchiarsi in due universi differenti: da un lato, la libertà è quella che la musica degli Xiu Xiu ha sempre rappresentato, libertà di temi, libertà d’espressione, libertà nel non essere di genere, e nell’esserlo; dall’altro, facciamo riferimento a quella mancata schematicità che gli Xiu Xiu hanno ritrovato in un processo creativo travagliato. Forget ha richiesto due anni di gestazione: il primo anno e mezzo ha portato frustrazione, gli ultimi cinque mesi hanno permesso la nascita di qualcosa di compiuto. 

Con il precedente lavoro “Angel Guts: Red Classroom” ci eravamo imposti di seguire una serie di regole ben precise. Ho amato il risultato. Avere una serie limitata di possibilità stimola la creatività, è stato incredibilmente liberatorio e divertente. […] Volevamo mantenere un modello di regole ferree anche per “Forget”, seppur con limitazioni diverse. Tuttavia questa volta non ha funzionato. Le restrizioni forse erano troppe oppure semplicemente non siamo stati in grado di sviluppare bene le nostre idee, il risultato era solo spazzatura. […] La teoria veniva rispettava a tal punto da non permetterci di aggiungere altro, il disco non si concretizzava. È a quel punto che pensammo che la cosa migliore fosse non avere più regole, lasciarci andare, perdersi nel flusso demoniaco/angelico della musica.

(Jamie Stewart)

In questo stato dove alla fine tutte le colonne scendono al livello della terra, gli Xiu Xiu si ritrovano sommersi di nuove influenze e nuovi suoni, scoprendo un lato della composizione che avevano perso con il precedente lavoro, Angel Guts: Red Classroom. The Call apre il disco alzando il sipario su quello che potrebbe essere il martellante dolore dei Death Grips, mentre Jenny GoGo scuote come un brano dei Beach Boys e spaventa come uno dei Suicide. Canzoni che «si rivolgono sempre all’ascoltatore, sono per voi». Non è mai chiaro se per chiedere aiuto. Forget, infatti, si inserisce liricamente nell’attuale stato psicologico di Jamie, il quale recentemente scambia la tristezza per paura. La dimenticanza è quindi la cura adottata, per le lotte contro la depressione, cantata nei precedenti nove dischi. Dimenticare aiuta. Allontana.

In some ways forgetting things – at least in my case and in this particular instance – forgetting things can be extraordinarily liberating. But at the same time, forgetting something is inherently a loss – either a loss of something good or a loss of something bad.

(Jamie Stewart)

Gli Xiu Xiu recentemente si sono dedicati al progetto commissionatigli dalla Queensland Gallery of Modern Art per una mostra, tenutasi nel 2015, intitolata David Lynch: Between Two Worlds. Poi il lavoro sulla musica di Lynch e Badalamenti è andato avanti, a lungo, tanto da arrivare in concerto anche in Italia, a Torino e Milano, e da giungere su LP, Plays the Music of Twin Peaks, uscito inizialmente solo in occasione del Record Store Day, e poi rimesso in commercio una seconda volta. Anche questa è un’influenza decisamente percepibile. Per quanto la tensione orrorifica fosse già parte della musica e degli occhi di Jamie Stewart. Perché, se da un lato ci sono momenti come Wondering, ovvero una Heartbeats (The Knife) reinterpretata da una voce ancora più vulnerabile; dall’altro i riverberi di Get Up, e le ascese melodiche che hanno reso note le composizioni di Badalamenti.

C’è un intero mondo di sofferenza che travolge le liriche degli Xiu Xiu. Dallo storico verso «Cremate me after you cum on my lips» (Fabulous Muscles) la scrittura è cambiata tanto quante le sonorità che la sostengono. Faith, torn apart chiude il disco in una maniera narrativa, sia per voce che per stile che per parole molto vicino al nuovo volto Antony Hegarty (Anohni). A raccontare è Vaginal Davis, genderqueer, curatrice, pittrice, scrittrice, e altro ancora.

With Vaginal Davis, it began when I was very, very young, barely a teenager. I was living in Los Angeles where I was born and currently live, and I came across this fanzine called “Band Is Dead,” and there was an article in there about Vaginal Davis’s band Black Fag. I had never seen anything before then that comprised queer politics, queer identity, genderfucking, a feminine display of masculine power, and punk rock all at the same time.

(Jamie Stewart)

La poesia letta è una lista d’amore. In un qualche modo. Jamie scrive di donne, di cui ha raccolto fotografie del viso da un sito (Backpage) utilizzato per la prostituzione minorile, a Los Angeles. La scrittura procedeva uno ad uno: ad una foto un verso. In prima persona, con un crescendo empatico: «As human beings, their lives are real. In horror and in tragedy, if someone persists at all […] what else are we to do with it, other than to celebrate it? This courage to continue to live».

My complexion is flawless for hours

My awareness is the same as fainting

My party is private

My day has been endless

My night cannot possibly go on

It doesn’t matter what you think

Do anything you’d like

Because I was born dead

And I was born to die

(Faith, Torn Apart)

Data:
Album:
Xiu Xiu - Forget
Voto:
51star1star1star1star1star