Michelle Branch – Hopeless Romantic

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Spalancate le finestre, mettete la sdraio in giardino e raccogliete i primi caldi raggi di sole primaverili; versatevi un cocktail, preparatevi un cruciverba e appoggiate i piedi nudi sul pratino. Il disco di Michelle Branch si occuperà della colonna sonora.

Diventata famosa ai più quando nel lontano 2002, ancora diciannovenne, duettò con Santana conquistando perfino un grammy, la Branch incide in seguito un paio di album – di quel pop anni duemila –, con accenni di pianoforte e chitarre mai troppo distorte.

Dopo aver fondato un discutibile duo Coutry-PopThe Wreckers –, Michelle torna sui propri passi ripercorrendo le levigate orme degli esordi.

I piccoli delay e gli slide di “Best You Ever“, gli accenni a moderatissimi synth e altrettanto delicati overdrive di “You’re Good“, rappresentano un buon biglietto da visita per entrare in questo Hopeless Romantic. La forza della Branch sta sicuramente nel creare linee vocali dirette e che si attaccano alla mente fin dal primo ascolto. “Living in a Lie” spolvera una sorta di soft-Avril Lavigne; un prodotto smaccatamente fake-rock fatto di sovrapposizioni e contraffazioni sonore, ideate in ottica di alterare qualcosa di fin troppo semplice: accenni elettronici e distorsioni (quasi electro-trap) vanno dunque a mistificare un comparto chitarristico che non presenta motivi plausibili per essere così distorto. “Knock Yourself Out” è un piccolo e banale sfogo adolescenziale e “Not a Love Song” un suo scanzonato pendant da teenager.

Quindi i pro ?

Se siete facilmente attratti, come il sottoscritto, da questo timbro vocale a metà strada fra Lene Marlin e i Paramore, allora tutto l’album è una perfetta parentesi di evasione. Altrimenti potete starne alla larga. Anche se ci sono delle interessanti incursioni contemporanee e Alternative-pop che si distaccano dal mare caramellato di questo “Hopeless Romantic. L’omonima traccia ricorda l’ultima Lana del Rey, “Temporary Feeling” e il suo sassofono profumano invece di Ting Tings, lasciando emergere un songwriting diverso dal resto del corollario.

Idilliaco siparietto che va ad accompagnare il senso di temporaneità e transitorietà dei primi giorni di primavera. Patetici sonetti caramellati musicano un venticello che asciuga in un attimo una lacrimuccia mai troppo grande.

Data:
Album:
Michelle Branch - Hopless Romantic
Voto:
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