Diamanda Galàs – All The Way / At Saint Thomas The Apostle Harlem

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.”
Cesare Pavese

Dopo anni di stasi ritornano le cupe allucinazioni sonore di Diamanda Galàs; si plasmano tra i tormenti e le redenzioni del suo passato per dare forma a un futuro fatto di dipartite elegiache che comprende due radiografie di una stessa anima: All The Way At Saint Thomas The Apostle Harlem.

La Serpenta continua a cantare, intraprendendo la strada nota e tortuosa di sempre: quella fatta di sperimentazione, di ricerca vocale, di uso e manipolazione della vocalità stessa come prolungamento delle più amene profondità interiori ed emblematico riflesso di un’arte pura e totale.

Seguendo un tracciato forse meno “avanguardistico” rispetto ai suoi precedenti lavori, meno Dark di This Sporting Life, meno demoniaco delle sue origini e di The Litanies Of Satan, ma più vicino alle personali e nere reinterpretazioni di Guilty Guilty Guilty, questi due album conservano con forza l’ampia e catartica visione musicale della loro oscura genitrice, mentre gli accenti vocali continuano a produrre graffi indelebili tra i solchi delle partiture pianistiche.

All The Way è uno scrigno colmo di intime divagazioni su standard Jazz e Blues, mentre At Saint Thomas The Apostle Harlem è tratto da un’esibizione del 2016 nella celebre chiesa di Harlem a New York. Il primo album parafrasa la memoria sonora all’interno di un labirinto di strutture ritmiche e vocali che si fanno ora raffinate con “Pardon Me I’ve Got Someone To Kill” ora parossisticamente graffianti con “The Thrill Is Gone”, culminando nell’inferno di “O’ Death”, nell’apice di un incubo stupendo.

AtSaintThomastheApostleHarlem_COVER

Il secondo disco, che vive dei riverberi e della solenne resa live, custodisce, tra gli altri, le parole di tre poeti: Cesare Pavese di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Ferdinand Freiligrath e Gérard de Nerval, in un vortice di lirismo poetico fuso alla drammaticità sonora.

Due lavori che non sono forse da considerarsi come dischi cardine della discografia a firma Diamanda Galàs, ma sanno comunque custodire segreti sonori e libertà compositive ugualmente affascinanti. Resta la potente carica espressiva e la forza interpretativa di un’artista che, anche nei toni minori della sua vita musicale, stupisce per empatia e per la capacità di scolpire nuova vita su qualsivoglia contesto sonoro. Diamanda Galàs traghetta l’ascoltatore tra morte e tradizione, all’interno di un nero universo semantico che si apre alla vulnerabilità più abissale dell’animo umano trasfigurato in parole e musica.

Data:
Album:
Diamanda Galàs - All The Way / At Saint Thomas The Apostle Harlem
Voto:
41star1star1star1stargray