Giovanni Succi – Con Ghiaccio

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Sento questo disco come un torrente coi suoi argini. Due sponde, una a destra e una a sinistra, che mantengono alto il senso di un’opera lirica moderna senza farla straripare. In uno di questi argini c’è il Pop, confine su cui molta gente potrebbe camminare: i brani infatti sono irresistibilmente orecchiabili e creati con giocosità, citazioni e una certa leggerezza di composizione fatta di arrangiamenti e intuizioni essenziali.

Non una veste soltanto ruffiana, questo sapore popular, piuttosto la certezza che si tratti di una parte necessaria affinché si crei una vera provocazione. Un pop che serve da contrappunto a ciò che Succi ci racconterà e che sarà perforante.

Nell’altro argine invece c’è la voce e l’espressività, stessa funzione regolatrice. Succi è incazzato, ma rima tantissimo e in modo geniale, è un dissidente ma molto piu’ spesso seduce: ti parla all’orecchio con la sua voce calda e impastata dicendo cose scomode con una registrazione che comprende sospiri, interlocuzioni e ghigni..

Succi decide di regalarci una performance attoriale di grande livello. Il suo è un canto ammaliante da sirena, qui però è virile e barbuta, e meno male perché in giro c’è un sostanzioso bisogno di fascinosi riottosi sinceri e con una valida causa che qui, finalmente, non è l’amore.

Succi in molti casi quasi non canta – numerosi sono gli episodi raccontati come letture musicate per un narrato che ha confronto solo con il Ferretti di un tempo ma senza senza salmi, senza enfasi, asciutto; oppure il Giovanardi più secco (La Crus), con un Moffat (Arab Strap) senza ubriacatura, fino ad arrivare agli esperimenti di Lou Reed Nick Cave – Emidio Clementi lo diamo per scontato.

Il passato recente con i reading in giro per l’Italia, lo split discografico d’amicizia con i Massimo Volume se non ovviamente le reinterpretazioni di Paolo Conte, hanno fatto maturare splendidamente questo frutto amaro servito con ghiaccio. Dimostrando oltretutto che Succi è artista raro in grado di crescere, singolare qualità oggi giorno, e che il suo percorso rappresenta un tragitto comprensibile e fascinoso fatto di gesti coraggiosi perfino quando il progetto è il più orecchiabile della carriera.

Succi non sta a compromessi, ma per reggere questo viscerale sberleffo letterario ci sono furbi e alti argini, su cui ha piantato comode panchine da cui ascoltarlo. Due sponde che trattengono un fiume in mezzo, selvaggio eppure composto, di parole, poesia drastica e ritmo: quasi un Indie Hip Hop – mi vengono in mente gli Why? – dotato di frasi glaciali, mai banali e (s)profonde, sempre troppo intelligenti e sarcastiche per non sorriderne.

Poesia caustica in questa quasi dozzina di canzoni nate fra l’ortica dei pensieri e delle esperienze sociali,
per un discorso che avrebbe potuto partorire soltanto il Paolo Conte disinteressato alle donne dopo aver aderito alle brigate rosse. C’è del terrorismo ed e’ sottocutaneo, con la sensazione che in questo disco si sia trascesa la canzone in favore di un’opera letteraria subdola e Punk – pardon Black Metal.

In sintesi Succi è un lottatore chansonnier e “Con Ghiaccio” un disco che si presenta da solo. Prendete da “Uncle Meat” il brano sulla minchia di Frank Zappa, volgare quanto irresistibilmente nonsense. Oppure ritrovate il racconto di Bukowski, quello sulle 12 scimmie volanti che non riesce a far scopare. E capirete cosa intendo. Magari alla minchia e alla scimmiette sostituite il guizzo vincente di storie rabbiose, ironiche e appassionanti e una scrittura che osa far suonare la minchia zappiana con la nicchia del genere musicale in cui vive, migliorando, se possibile, i suoi ormai proverbiali giochi di parole – del livello di “fammi fesso fessura” –, shakerate brutalmente e soprattutto bevetene tanto.

Avrete un cocktail all’apparenza analcolico ma in realtà potente e aromatico, che non avrebbe bisogno di cubetti. Converrete con me nel dire che “Con Ghiaccio” è un disco di nicchia, di un artista di nicchia, ma si tratta senza dubbio di una nicchia tanta.

Data:
Album:
Giovanni Succi - Con Ghiaccio
Voto:
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