Jason Lytle – Dept. Of Disappearance
Oggetto tra gli oggetti, lasciatelo in pace Jason, a darci sempre lo stesso, amichevole, disco.
Oggetto tra gli oggetti, lasciatelo in pace Jason, a darci sempre lo stesso, amichevole, disco.
Gli Spector sono un museo delle cere: così come questo disco è praticamente costituito da singoli precedentemente lanciati, loro sono appena nati, ma sono già morti; e in fin dei conti non c’è da lamentarsi.
Un ritorno gradito quello dei Redd Kross, che non farà nuovi proseliti e non metterà nessun pezzo in classifica, ma capace d’intrattenere riportando alla mente quelle estati passate con Heaven Tonight dei Cheap Trick sempre nelle orecchie.
Sono dodici universi, colmi di spiritualità, le canzoni di Bill Fay che compongono questo Life is People. Mille coloriture per descrivere la vita e quelle meravigliose creature che sono gli uomini, uniche certezze di questo mondo.
I TOY sono un gioiellino vivace, anche se non ancora perfetto. Attendiamo e ne godremo l’ascesa.
In questa totale mancanza di forma Always brancola nell’oscuro senso di colpa degli uomini per la loro esistenza, una colpa che Jamie Stewart conosce bene, e che ogni volta torna fuori a distruggerlo.
Non un secondo di pausa per questo Sorry dei White Lung, nessun ammiccamento da classifica, tanta passione e dedizione verso un modo di fare musica che personalmente mi mancava
Oshin è un album dai risvolti ipnotici e sognanti costruito su pezzi piacevoli, ma spesso piatti, troppo uniformi e monocordi. Attimi revivalistici e derivativi gradevoli dunque, ma nulla di più.
Pink può essere letto come un messaggio diretto a chi da tempo cerca di incasellare Four tet in un determinato genere, assegnandogli, ad ogni sua svolta, l’etichetta di turno…
La creatura dei due canadesi è sì polimorfica, ma manca loro la maturità necessaria a farla svettare dal sempre più animato sottobosco di duo (quando non one-man-band) elettronici.
Gli You May Die In The Desert sono un gruppo che ha ancora bisogno di trovare un equilibrio, ma il fatto che con le prime due release abbiano adottato modelli espressivi diametralmente opposti fa presagire che un eventuale lavoro futuro potrebbe essere la sintesi perfetta delle esperienze fatte finora.
Cosa volete che vi dica, sono i Green Day, il più grande carrozzone mainstream che abbia mai poggiato i piedi in uno squat
I PIL di oggi (ricordiamoci che Jah Wobble è assente) sono una live band che cerca un motivo artistico per esistere oltre al ricordo di una carriera epica. Nient’altro.
Senza il fragore di una “vera band”, la Gatta in queste dieci tracce è più sola che mai, faccia a faccia con i fantasmi di quello che ha tutta l’aria di essere stato un periodo personale, diciamo…impegnativo
Alla G.O.O.D. Music sanno benissimo come compiacere il pubblico e il loro pregio maggiore è quello di farlo senza abbandonarsi alle solite formule già comprovate