Wild Beasts – Smother
L’opera, per la sua ottima limatura del suono, può accontentare pienamente i nostalgici dei Talking Heads, cosa non da poco.
L’opera, per la sua ottima limatura del suono, può accontentare pienamente i nostalgici dei Talking Heads, cosa non da poco.
Disco di transizione? Molto meglio la consegna del silenzio…
Un suono a cui siamo già abituati, ma di cui non ci stancheremo mai.
Quindi, o voi gente dallo sculettamento facile, dimenatevi all’ascolto di questo album in attesa del prossimo, che sancirà se non solo il vostro bacino, ma anche la vostra voglia di qualcosa più elaborato e sfizioso, potrà contare definitivamente sugli Holy Ghost!
L’uomo maturo in cerca della pace interiore si arrampica sulla roccia più alta per ululare serenate alla luna: un’idea dal fascino beatnik. Ma l’idea da sola non basta a fare un disco
Se fosse uscito negli anni 60, dove la cifra stilistica qui riprodotta era dominante, questo sarebbe risultato a sorpresa un disco innovativo rispetto a come poi si è evoluto il Southern Soul
Questo Blood Pressures non riesce a bissare il fascino di No Wow, la freschezza o l’urgenza, ma si fa forza dei migliori mezzi a disposizione e dell’esperienza accumulata
Marinai, Profeti e Balene è un album/libro di storie intangibili, in grado di evocare ricordi, sogni, speranze e infinità interiori sommerse. È una Venere personale nata dalla spuma del mare, al confine tra musica e letteratura.
Ci troviamo di fronte ad un’opera frammentata in tanti tentativi, in tanti possibili percorsi scartati a priori senza una chiave di lettura creativa per l’ascoltatore
Questo disco firmato Guillemots sa persuadere mediante l’affermazione di un proprio marchio di fabbrica, un sound che non ha tempo eppure lo domina
Incedere lento e forte, un dub complesso, pieno di fronzoli di orpelli che piacciono.
Più lo ascolto e più sento la mancanza di una voce, che puntelli con maggiore lirismo una musica votata al deragliamento psichico
Questo disco d’esordio dei The Vaccines sicuramente può essere un piacevole diversivo da ascoltare, ma giusto per qualche giorno, soprattutto se siete ormai lontani dai problemi coi brufoli
Dopo l’avanscoperta dei pionieri Tinariwen, Ousmane Ag Mossa e i suoi sette amici sono i primi ad appartenere ad una generazione che dà del tu al rock occidentale.
Ogni canzone vola via in un attimo, ma i 55 minuti del disco sembrano un’eternità.