Overhead – Silent witness

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Dopo la scomparsa del grande Jeff Buckley il mondo dell’alternative rock ha dovuto sopportare la prevedibile nascita di un numero spropositato di bands e artisti a lui devoti, molte delle quali poco hanno saputo aggiungere a quanto da lui lasciatoci come testimonianza della sua breve ma intensa carriera.Non è però il caso di questi francesi, inglesi d’adozione, Overhead, creatura nata per volere del cantante/chitarrista Nicolas Leroux e autore principale delle undici ed eleganti composizioni presenti su questo “Silent Witness”, dove sono evidenti i richiami alle soluzioni di “Grace”, soprattutto nella bellissima voce di Nicolas e nelle sofisticate atmosfere. Arrangiamenti a volte jazzati, ritmi dall’ampio respiro, caldi e raffinati innesti di chitarra e pianoforte, lasciano talvolta spazio a brevi fughe psichedeliche, che conferiscono al sound quel gusto settantiano che non guasta mai. Tutto il disco si mantiene su ottimi livelli di qualità musicale, ma dovendo scegliere degli episodi è impossibile non citare la sensualissima ” You call it love”, dove il piano di Alexandre Destrez crea suggestivi scenari autunnali, mentre Nicolas strega letteralmente con i suoi delicati vocalizzi, oppure “As stolen” e “Monkeys for the people”, molto vicine alle migliori cose dei Coldplay. Ma la perla assoluta del disco si chiama “The sky lit up”, quattro minuti e mezzo di atmosfere sublimi, davvero un brano di gran classe che risplende per la sua dolcezza e per la sua capacità di provocare sognanti immagini nella mente del fortunato ascoltatore. Non vi è dubbio alcuno che questi Overhead abbiano rinfrescato l’inflazionata scena rock alternativa, con un disco ben suonato, ben prodotto e soprattutto composto da bellissime canzoni e, visti i tempi che corrono, lasciatemi dire che non è cosa da poco.