La Storia del Blues #4 Puntata (parte 1°)

Premessa
Questa
puntata è intitolata “Dagli anni ’70 ai giorni nostri”,
in realtà il nostro racconto inizia prima, nella seconda metà
degli anni ’60. Il motivo è che molti degli artisti che
andremo a conoscere all’inizio di questa puntata hanno avviato
la loro carriera negli ultimi “sixties”, ma hanno raggiunto
il successo negli anni 70, per cui ho preferito inserirli in questo
episodio. Stesso discorso per alcune delle correnti blues che andremo
a trattare: Sono sì nate negli ultimi anni del decennio precedente
a quello analizzato, ma si sono sviluppate in quello successivo. Inoltre
negli episodi precedenti non abbiamo analizzato i primi bluesmen bianchi
made in USA proprio per lasciargli il dovuto spazio in questo. Ultima
premessa: Dal 1970 in poi sono stati tantissimi i bluesmen che sono
venuti alla ribalta, questi ultimi 30 anni sono stati forse il periodo
più florido per il blues dopo quello degli anni ’50; Proprio
perché sono tantissimi gli artisti è impossibile citarli
tutti, ho dunque deciso di analizzare solo quelli che hanno avuto una
influenza maggiore sulla musica del diavolo; Questi non sono necessariamente
i migliori ma sicuramente quelli più importanti. Per sopperire
alle tante mancanze che sono stato costretto a fare nella lista dei
dischi imperdibili segnalerò anche quelli degli artisti di cui
in queste pagine non ci occuperemo. Bene si parte…

Blues
bianco in USA

Dopo
la parentesi riguardante il “British Blues” torniamo ora
nella patria della “musica del diavolo”; Eravamo rimasti
all’inizio degli anni ’70.
In
questo periodo, come accadde per l’Europa, anche in Usa il blues
abbandona il suo ruolo di “musica da neri” e cominciano
così ad apparire sulla scena i primi bluesmen biachi: L’approccio
della comunità dei musicisti bianchi è, come per l’Europa,
un po’ particolare, infatti la maggior parte di essi tende a fondere
il blues con la musica a loro più congeniale e cioè il
rock; Questo però solo a partire dagli anni 70, prima infatti
già qualche pioniere bianco si era cimentato con la musica del
diavolo: Uno dei primi è stato Charlie
Musselwhite
, Charlie nasce a Kosciusko, Mississippi,
il 31 gennaio 1944; Fin dall’adolescenza si innamora dei brani
blues che sente alla radio in particolare della musica di Sonny Terry
e inizia così a suonare l’armonica. Verso i 18 anni Charlie
si trasferisce a Chicago, stranamente non per intraprendere la carriera
musicale ma perché in cerca di un lavoro stabile. Nella Windy
City il giovane Musselwhite inizia a frequentare i grandi bluesmen locali,
egli ricorda: “La mia decisione di recarmi
a Chicago non aveva nulla a che vedere con il blues: Era stata motivata
soltanto dalla ricerca di un impiego: Non avrei mai immaginato di trovare
una scena musicale così ricca ed attiva. Sono arrivato li nel
momento di massimo splendore, quando tutti i grandi maestri erano all’apice
della loro attività. C’erano Muddy Waters, Howlin’
Wolf, Sonny Boy Williamson e Little Walter. Era il paradiso del blues”.

Il nome di Charlie Musselwhite comincia a girare in fretta tra i locali
della siti ed comincia a frequentare altri giovani bluesmen come Walter
Horton, Buddy Guy e Junior Wells, Carey Bell. La sua grande occasione
si presenta nel 1966 quando la Vanguard offre al giovane armonicista
l’opportunità di incidere un disco: Così nel 1967
arriva nei negozi “Stand Back! Here Comes Charlie Musselwhite
Band”. Il disco è un fulmine a ciel sereno, un favoloso
lavoro blues realizzato da un ragazzo bianco di appena 23 anni.
Charlie
è un armonicista di grande talento e molte versatile, egli è
infatti in grado di suonare con stessa facilità sia brani elettrici
che acustici, blues, jazz e rock&roll nulla è proibito alla
sua armonica, il suo segreto? Ce lo spiega lui stesso: “Fate
come i cantanti usate il diaframma, trovate il vostro suono. Ma soprattutto
entrate nello spirito del blues, l’interpretazione è tutto!”
.
A quasi 40 anni di distanza Charlie è ancora attivo e continua
a sfornare dischi di ottimo livello ed a collaborare con tutti i grandi
bluesmen contemporanei.
Altro
grande pioniere del blues bianco è certamente Paul
Butterfield
: Nella seconda metà degli anni ’60
il giovane Paul fonda assieme ad altri talentuosi musicisti allora sconosciuti
o quasi come Michael Bloomfield e Elvin Bishop la “Butterfield
Blues Band”, gruppo destinato ad entrare nella leggenda.
Il loro album “East-West” è una pietra miliare del
blues bianco, esso infatti non cerca di copiare il sound dei neri ma
ne ricerca e trova uno proprio fondendo la musica della tradizione con
elementi psichedelici, jazz e persino scale ispirate ai “raga”
indiani. Paul è un polistrumentista di assoluto valore, egli
suona armonica (suo strumento principale), piano, chitarra e si cimenta
al canto come voce solista. La figura di Paul Butterfield è stata
di enorme importanza non solo per il blues ma per tutta la musica rock,
non a caso a lui sono stati dedicati numerosi tributi e The Band lo
ha voluto presente al suo concerto d’addio il celebre “The
Last Waltz”
. Paul purtroppo muore nel 1987 a causa
dei numerosi abusi di alcool e droga.
Il
periodo a cavallo tra la fine dei ’60 e l’inizio dei ’70
è particolarmente florido dal punto di vista musicale, infatti
nel 1968 inizia anche la carriera di quello che sarà poi destinato
a diventare il più grande “slider” oggi in attività
e una leggenda del blues, parlo ovviamente di Johnny
Winter
. Il suo album d’esordio intitolato semplicemente
“Johnny Winter” vede la partecipazione oltre che del fratello
Edgar (anch’egli musicista) del grande Willie Dixon al basso ed
è un disco fondamentale per capire la musica di questo straordinario
chitarrista albino.
Johnny
nel corso della sua carriera ha suonato praticamente con tutti, da Jimi
Hendrix a Stevie Ray Vaughan, passando per Muddy Waters. Proprio con
Muddy ha sfornato in veste di chitarrista e produttore alcuni capolavori
impedibili come Hard Again e la formazione di quel periodo della Muddy
Waters Blues Band” è considerata la miglior band di blues
elettrico di ogni tempo essa infatti oltre a Johnny poteva contare su
James Cotton all’armonica, Pinetop Perkins al piano e Willy Smith
alla batteria. Johnny ha suonato pure a Woodstoock e ora è considerato
come il massimo interprete vivente della chitarra slide e in generale
inferiore solo al vero grande maestro di questa tecnica Elmor James
e al suo amico Muddy Waters. La musica di Winter spazia tra il blues
e il rock con molta facilità anche difficilmente egli tende a
mischiare i due generi, ha fatto dischi solo di blues e altri solo di
rock sfuggendo alla moda del rock blues che negli anni ’70 era
molto in auge. Sono molti anche gli album incisi in compagnia del fratello
Edgar che, nonostante abbia una sua band (dove canta e suona il sax),
non ha mai disdegnato di lavorare con Johnny producendo anche dischi
di grande livello come “The Second Winter” o “Hey,
Where’s You Brother”.

Questo periodo storico, fine anni ’60 inizio anni ’70, vede
l’esplosione di numerosi bluesmen bianchi, oltre a quelli gia
citati è importante segnalare artisti come Michael
Bloomfield
chitarrista di grande talento e autore di
ottimi album tra cui uno registrato dal vivo con la nostrana Treves
Blues Band
,di lui Bob Dylan ha dichiarato: “Era
il 1959 o il 1960 e stavo esibendomi in un club di Chicago quando arrivò
un giovanotto e mi disse di essere un chitarrista. Aveva lo strumento
con sè ed io gli chiesi cosa era in grado di suonare e lui cominciò
con
cose
tipo Big Bill Broonzy e poi nello stile di molti, citandomi Sonny Boy
Williamson come influenza. Qualunque cosa io suonassi lui era in grado
di accompagnarmi e se io suonavo un brano che lui conosceva lui mi seguiva
nello stile dell’autore originale della canzone se quello era
stato un chitarista lui stesso! Mi rimase impresso quel ragazzo… Nel
1963, o forse era il 1964, io ero a New York per una registrazione e
io avevo bisogno di un chitarrista e mi ricordai di lui e lo chiamai.
Mi dissero che da poco faceva parte della prima band di blues bianco
dell’area del Massachussettes, la Butterfield Blues band. Lo mandai
a cercare. Fu lui a farmi conoscere Al Kooper e tutta la sua band. Aveva
le idee molto precise. Mi fece capire molte cose sul significato del
Blues nel rock & roll. A Newport il suo supporto fu essenziale”.

Sempre su Bloomfield è significativa una dichiarazione di BB
King: “Era un fantastico essere umano
e una persona emotivamente ricca. Un vero studioso del blues…sapeva
cose che per me o, credo, per molti altri artisti della mia razza erano
apparentemente poco importanti. Più di una volta ho pensato che
se questo ragazzo bianco aveva assimilato così a fondo la conoscenza
a molti musicisti aiutandoli quando era necessario e io l’ho visto
prendere la nostra parte in situazioni spesso difficili da difendere.
Sono orgoglioso se qualcuno pensa che io ho dato a lui qualcosa, perchè
lui mi diede tanto e mi fece capire il punto di vista del blues dei
ragazzi bianchi aiutandomi a costruire un pubblico tra di essi”
.
Mike Bloomfield è stato sicuramente uno dei chitarristi più
influenti per tutta la musica sia rock che blues, per rendersi conto
della sua importanza basta ascoltare il mitico disco “ Super Session”
(da questo disco nasce il significato del termine Session come lo intendiamo
noi ora e fu Al Kooper ad inventarlo) realizzato in compagnia di Al
Kooper e Steve Stills; Proprio l’accostamento con Stills, che
è un grande chitarrista, fa capire la grandezza di Mike,quanto
egli gia nel lontano 1968 (anno di pubblicazione di questo disco) fosse
avanti rispetto ai colleghi.

Tra
i bluesmen bianchi più importanti citiamo anche John Hammond
Jr , figlio del grande produttore, storico e talent scout John Hammond
Sr (scopritore tra gli altri di Bob Dylan e Bruce Springsteen), Bughs
Henderson, John Mooney, Jimmy Tackery (entrambi tornati di recente alla
ribalta con ottimi dischi) e molti altri più o meno importanti.
Ma anche le donne bianche si dedicano al blues in questi anni, la più
conosciuta è certamente Janis Joplin,
considerata da molti come la più grande cantante blues degli
ultimi 50 anni. Janis nasce a Port Arthur, Texas, il 19 gennaio 1943.
Fin da bambina si appassiona al blues e alle grandi interpreti del passato
come Bessie Smith sua principale ispiratrice. La carriera musicale di
JJ inizia nei primi anni ’60 ma la consacrazione avviene nel 1967
quando al festival di Monterey la sua interpretazione di un classico
di Big Mama Torthon “Ball & Chain” lascia entusiasti
pubblico e critica. Il suo primo album “Cheap thrills” fu
un successo clamoroso e rese il nome di Janis Joplin famoso in tutto
il mondo. Il disco era composto quasi totalmente di cover ma la capacità
interpretativa di Janis era davvero sbalorditiva. A riguardo la stessa
Janis ha dichiarato: “Quando canto non
penso. Chiudo gli occhi e “sento”, mi sento bene. Ed è
davvero come un impeto, capite cosa voglio dire? E’ un momento molto
intenso. Quando è passato puoi ricordarlo, ma non se sei di nuovo
consapevole fino a quando non accade di nuovo. E allora è tutto
li di nuovo, e avanti. E’ un grande momento, capisci? Come un orgasmo:
non puoi ricordarlo, eppure lo ricordi.”

La carriera musicale di Janis dura appena 3 anni infatti muore
per overdose il 4 ottobre 1970 ma il suo apporto alla storia del blues
e del rock è stato essenziale, essa è infatti riconosciuta
all’unanimità come la più grande voce bianca del
blues e una delle migliori cantanti rock di ogni tempo.

Tra
le grandi “blues singer” un ruolo di primaria importanza
lo ricopre certamente Bonnie Raitt:
Nata a Burbank, California, l’8 Novembre del 1949 nel 1967 si
trasferisce a Boston per intraprendere la carriera musicale; Comincia
esibendosi in vari festival folk e blues dove ha l’opportunità
di conoscer alcuni dei grandi maestri come Howlin Wolf e Mississippi
Fred McDowell. Il suo primo contratto lo firma nel 1971 con Warner che
subito pubblica il suo primo lavoro intitolato semplicemente “Bonnie
Raitt”. Il disco raccoglie ottimi riscontri sia di pubblico che
di critica, Bonnie oltre ad essere una cantante molto dotata ha la particolarità
di suonare la chitarra con la tecnica denominata “Bottleneck”,
cosa abbastanza rara per una donna. Negli anni successivi gli album
si susseguono facendo aumentare il succeso della “bluesgirl”
ma ella si segnala anche per il suo costante impegno sociale: E’
infatti coofondatrice della MUSE (Musicians United for Safe Energy),
un organizzazione finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica
verso i rischi ambientali dell’energia nucleare. Purtroppo anche
Bonnie cade nella trappola dell’abuso di alcool e droghe che rischia
seriamente di mettere a repentaglio oltre alla sua vita anche la sua
carriera musicale, fortunatamente dopo un periodo difficile nella seconda
metà degli anni ‘80 negli anni ’90 la nostra riesci
a riprendersi e a produrre ottimi dischi che le valgono anche l’assegnazione
di diversi Grammy.

Impossibile
poi non citare il compianto William Clarke,
grandissimo esponente bianco dell’armonica blues, William inizia
a suonare “il piccolo strumento” negli anni ’60: Il
suo massimo ispiratore non che amico e maestro è stato l’indimenticabile
George “Harmonica” Smith vero e incontrastato maestro dell’armonica
cromatica. Dopo molti anni di gavetta finalmente nel ‘1978 W.C.
ebbe la sua grande occasione e pubblicò il suo primo album solista
“Hittin’ Heavy”; Da qui in poi la carriera di Clarke
prosegue spedita portandolo a firmare un contratto con la Alligator
(vera e propria major del blues) e a vincere numerosi premi Handy tra
cui quello per il miglior pezzo blues dell’anno 1987 vinto con
“Tip of the Top” dedicato al suo amico e maestro Geroge
“Harmonica” Smith. Clarke ebbe il grande merito di non soffermarsi
mai sul blues canonico ma di cercare sempre nuove sonorità come
si nota nel suo ultimo album “The Hard Way” del 1996. Purtroppo
subito dopo la pubblicazione del disco la salute lo tradì, William
Clarke morì il 3 novembre 1996 a causa di una ulcera emorragica.
Destino tragico anche per un altro grande bluesmen bianco attivo negli
degli anni ’70 e ‘80, Roy Buchanan: Egli è stato
uno dei più importanti chitarristi americani degli ultimi 30
anni;A lui si sono ispirati artisti come Jeff Beck, Robbie Robertson,
Billy Gibbons i quali lo hanno spesso citato definendolo un vero maestro.
Roy era dotato di una tecnica molto raffinata, il suo uso controllato
degli armonici unito ad una miscela di timbrica scintillante, guizzi
iimprovvisi e morbidi fraseggi lo hanno imposto all’attenzione
generale. Come accennato in precedenza però la vita di Buchanan
ha un finale tragico: Dopo essere stato arrestato con l’accusa
di “ubriachezza” il chitarrista di origine californiana
di impicca nella sua cella. Di lui ci restano dischi di grande valore
come “Hot Wires Ok” e “ When a Guitar play The Blues”
fondamentali per lo sviluppo futuro della “musica del diavolo”.

Si
segnalano inoltre grandi band di blues\rock come i Little Feat ed i
Canned Heat, autori di ottimi lavori anche in compagnia dei grandi maestri
neri come John Lee Hooker, Ma forse la più importante di tutte
furono i Fabulous Thunderbirds:
Essi ebbero il grande merito non solo di portare una ventata di aria
fresca nella musica blues ma di reinventare anche il personaggio “bluesmen”
dal punto di vista del look. La band si formò nei primi anni
’70 ma raggiunse il successo solo nel 1978, prima di loro le band
blues o rock-blues bianche si basavano sulla figura del musicista rock,
capelli lunghi, pantaloni a “zampa di elefante”, essi imposero
una moda del tutto diversa, capelli cotonati, turbanti, baschi, pantaloni
con le pince e soprattutto gli immancabili occhiali da sole portati
anche di notte. I T-Birds non furono solo un fenomeno di costume ma
soprattutto una grande band e per capirlo basta guardare i nomi dei
due leader del gruppo: Jimmy Vaughan (fratello maggiore di Stevie Ray)
e Kim Wilson. La loro musica era una miscela di puro blues del Texas
, erano originari di Austin, cajun e Chicago blues. La band ha vissuto
molte fasi e in essa si sono susseguiti molti musicisti anche provenienti
da altre blues band come i Roomfull Of Blues. La band attraversò
il suo momento migliore nella prima metà degli anni ’80
quando l’album “Tuff Enuff” vendette oltre 1 milione
di copie e fece vincere loro il premio Handy come miglior gruppo blues.
Una menzione particolare va fatta a riguardo di Jimmie Vaughan: Egli
nel corso degli anni ha sempre risentito del confronto con il fratello
Stevie Ray, i due avevano un modo diametralmente opposto di concepire
la chitarra: Esplosivo, tirato al limite e spettacolare quello di Stevie
Ray, misurato, sempre raffinato e preciso nel scegliere ogni singola
nota, puntando molto sul suo incredibile senso del tempo quello di Jimmie.
Egli ha sempre preferito il suono globale della band ai numeri da “Guitar
Hero” e per questo è sempre stato abbastanza sottovalutato:
A lui comunque si deve la nuova tendenza del blues americano di suonare
senza plettro e con un capotasto. Ora finalmente dopo oltre 30 anni
di onorata carriera la sua musica sta riscotendo i giusti riconoscimenti.


Altra
grandissima band di rock blues bianco sono i ZZ
Top
: Attivi fin dal 1970 i tre texani Billy Gibbons,
Frank Beard e Dusty Hill incarnano ormai da oltre 30 anni lo spirito
del rock blues del Texas. Aiutati anche dalla loro singolare immagine,
Gibbons e Hill hanno lunghissime barbe bionde, il trio ha saputo miscelare
l’attitudine della musica blues con lo spirito trasgressivo del
rock; I loro video sempre pieni di luccicanti Harley Davinson e di bellissime
donne sono diventati un marchio di fabbrica della band texana riproposto
anche durante i loro concerti. Per capire la musica di questi singolari
personaggi è essenziale ascoltare quello che è considerato
come il loro album simbolo: “Tres Hombres”: Un pugno di
brani di grande impatto sonoro e molto trascinanti che segna la definitiva
maturazione stilistica del gruppo.


In ultima analisi possiamo affermare che i bluesmen bianchi hanno avuto
il grande merito di far prendere alla “musica del diavolo”
strade diverse rispetto a quelle della tradizione senza però
snaturarne l’identità e il significato. Grazie ad essi
il blues si è unito con altri generi musicali come il rock, il
cajun, il country moderno, il pop, potendo in questo modo esplorare
nuove sonorità e abbracciare una più vasta fetta di pubblico.
Esempio tipico di questa nuova attitudine del blues è stato,
ed è tutt’ora, George Thorogood: Egli propone una esplosiva
miscela di blues elettrico e rock che gli è valsa una grande
notorietà soprattutto negli anni ’80, uno dei pochi a riuscirci
in quel periodo come vedremo successivamente, il suo album “Bad
To The Bone”, trascinato dall’omonimo singolo, e le sue
infuocate esibizioni in sede live lo imposero come uno dei maggiori
bluesmen bianchi di quel decennio e pure negli anni ’90 anche
se le vendite dei suoi dischi sono notevolmente calate i suoi concerti
hanno sempre attirato un grande pubblico.

In
questa prima parte della nostra puntata abbiamo conosciuto alcuni dei
bluesmen e delle band bianchi più importanti; E’ però
importante ricordare che fin dai primi anni ’60 il blues è
entrato prepotentemente a far parte del bagaglio musicale “white”:
Oltre ai già citati artisti che suonavano, e suonano, vero e
proprio blues o rock blues vanno ricordati tutti quei musicisti che
pur non suonando la “musica del diavolo” da essa traevano
ispirazione: Di questa categoria fanno parte quasi tutti i più
importanti musicisti bianchi americani, Bob Dylan, Neil Young, Frank
Zappa, Captain Beefheart, Bruce Springsteen, Steve Earle, tutte le band
facenti parte del filone jam come The Band Allman Brothers Band, Gratefull
Dead e molti altri.
La
comunità nera non resta comunque immobile in questi anni, anzi
i bluesmen traggono nuova linfa e ispirazione dalla inaspettata popolarità
che l’esplosione della “musica del diavolo” presso
i bianchi gli regala e ne approfittano per sviluppare ulteriormente
la loro arte, nasce così una delle correnti blues più
influente degli ultimi anni:

La
nascita del West Side Blues

La fine degli anni 60, per la precisione il periodo che va dal 1969
al 1971 circa, è molto importante per il blues, in questi anni
infatti nasce lo stile denominato West Side Blues, in verità
i primi segni di questo stile si vedono gia negli anni ’50 ma
è nella seconda metà dei ’60 che lo il West Side
prende veramente forma: Questo modo di suonare la chitarra blues è
caratterizzato da una forte dose di improvvisazione e da fraseggi di
maggiore liquidità sostenuti da una timbrica pressante, esso
non è altro che il moderno stile di Chicago; Uno dei massimi
esponenti di questo suono è stato senza dubbio Magic
Sam
, egli fu tanto bravo quanto sfortunato, morì
infatti nel 1969 a soli 32 anni stroncato da un infarto ma il suo disco
d’esordio West Side Soul è una pietra miliare per il blues
di Chicago, ad esso si devono i successi di Buddy Guy, Otis Rush e molti
altri.

Altro grande esponente di questo stile è Jimmy
Dawkins
definito da Felix Wohrstein, noto critico musicale
di Chicago con una frase molto eloquente: “Non
ci sono imitatori di Jimmy Dawkins”
. In gioventù
egli fu anche session man per Willie Dixon, in veste di manager della
Chess, che lo fece incidere con gente del calibro di Big Walter Horton,
mentre nella seconda metà dei ’60 fu proprio Magic Sam,
suo amico da molti anni ad introdurlo alla Delmark dove Jimmy incise
assieme ai grandi maestri del blues come Sleepy John Estes e Carey Bell.
Finalmente nel 1969 Dawkins ha la possibilità di pubblicare il
suo primo album solista “Fast Fingers” che viene giudicato
dalla stampa mondiale come miglior disco blues dell’anno. Jimmy
Dawkins è ancora in attività e il suo ultimo lavoro “Kant
Sheck Dees Bluze” ne conferma la straordinaria abilità.
Del movimento West Side fanno inoltre parte Otis Rush, Luther Allison,
Johnny Young tra i più celebri oltre al grandissimo Buddy Guy
che in esso può essere inglobato solo in parte, Buddy infatti
da questa scuola ha si tratto ispirazione per rinnovare il suo sound
ma resta comunque un bluesmen unico, versatile e straordinario, dotato
di una grande umiltà come testimoniano queste sue dichiarazioni:
“Willie Dixon mi insegnò ad avere
rispetto per le persone che ti applaudono prima ancora di riuscire a
fare della bella musica. La cosa più bella è vedere le
persone ridere, scherzare e divertirsi mentre stai suonando, perché
significa che gli stai facendo dimenticare in quelle due ore tutti i
loro problemi della vita quotidiana ed una sensazione unica”.

Oppure quando rispondendo ad una domanda su chi fossero i grandi maestri
del blues ancora vivi (intervista della fine degli anni ’90) rispose:
“B.B.King può benissimo mandarmi
ancora a scuola, così come John Lee Hooker. Otis Rush è
ancora sulla cresta dell’onda. E poi ci sono tutti quei chitarristi
slide che hanno qualcosa di affascinante che noi non specializzati in
quel tipo di tecnica non abbiamo”.

CONTINUA NELLA SECONDA PARTE>>

Qui
di seguito riportiamo divisa per generi la discografia essenziale
del periodo storico che trattiamo in questa puntata. Nell’elenco
White Blues sono segnalati gli artisti storici mentre quelli
recenti ( qui saranno compresi quei musicisti che hanno iniziato
la loro carriera dagli anni ’80 in poi) saranno messi nell’apposita
sezione, questo vale anche per le altre categorie; Tra gli artisti
recenti avranno un elenco a parte i bluesmen facenti parte della
scuderia Fat possum in quanto rappresentano uno stile musicale
a se stante. Infine per completezza di informazione citerò
anche i dischi migliori di quegli artisti che per motivi di
spazio non sono stati citati in queste 4 puntate. Ricordo che
questa lista ha lo scopo di dare solo una indicazione di massima
a coloro i quali si accostano per la prima volta a questi artisti,
per questo motivo saranno segnalati nella maggior parte dei
casi solo 2 album per ogni musicista. Buon ascolto.

WHITE
BLUES

Charlie Musselwhite
_Stand back! Here Comes
Charlie Musselwhite’s Southside Band

_Tennesse Woman

Paul Butterfield
_Paul Butterfield Blues
Band

_East-West

Johnny Winter
_Johnny Winter
_Second Winter
_Johnny Winter And
_Nothin’ But The Blues

Michael Bloomfield
_Don’t Say That I Ain’t
Your Man

_Super Session
_Live at Bill Graham’s
Fillmore West

William Clarke
_Blowin’ Like Hell
_Serious Intentions
_The Hard Way

The Fabulous Thunderbirds
_The Fabulous Thunderbirds
_What’s the Word

ZZ Top
_Tres Hombres
_Fandango

Janis Joplin
_I Got Dem Ol’ Kozmic Blues
Again Mama!

_Pearl

Roy Buchanan
_Roy Buchanan
_When a Guitar Plays the
Blues

_Sweet Dreams: The Anthology

Little Feat
_Dixie Chicken
_Little Feat
_Waiting for Columbus

Canned Heat
_Future
Blues

_Hooker ‘n’ Heat

George Thorogood &
the Destroyers

_George Thorogood &
the Destroyers

_Bad to the Bone

John Hammond Jr
_I Can Tell
_Hot Tracks

Bugs Henderson
_Daredevils of the Red
Guitar

_Four Tens Strike Again

Robben Ford
_Discovering the Blues
_Handful of Blues

John Mooney
_Telephone King
_Against the Wall

Jimmy Tackery
_Empty Arms Motel
_Sinner Street

Bonnie Raitt
_Bonnie Raitt
_Nick of Time

Stevie Ray Vaughan
_Texas Flood
_In Steep

WEST
SIDE BLUES

Jimmy
Dawkins

_Fast Fingers
_Kant Sheck Dees Bluze

Magic Sam
_Black Magic
_West Side Soul

Otis Rush
_Mourning in the Morning
_Ain’t Enough Comin’ In

Luther Allison
_Bad News Is Coming
_Luther’s Blues

Johnny Young
_Chicago Blues
_Johnny Young and His Friends

Magic Slim
_Grand Slam
_Snakebite

Lonnie Brooks
_Bayou Lightning
_Hot Spot

ARTISTI
RECENTI

Robert
Cray

_Bad Influence
_Take Your Shoes Off

Bernard Allison
_No Mercy!
_Keepin’ the Blues Alive

Jonny Lang
_Lie To Me
_Smokin’

John Campbell
_One Believer
_Howlin’ Mercy

Johnny Young
_Chicago Blues
_Johnny Young and His Friends

Kenny Wayne Shepherd
_Ledbetter Heights
_Live On

Shannon Curfman
_Loud Guitars, Big Suspicions

Jonny Lang
_Lie To Me
_Smokin’

Tab Benoit
_Nice and Warm
_Weetlands

Susan Tedeschi
_Wait For Me

Bob Margolin
_Chicago Blues
_My Blues & My Guitar

Sonny Landreth
_South of I-10
_The Road We’re
On

Eric Sardinas
_Treat Me Right

Shemekia Copeland
_Turn the Heat Up!
_Talking to Strangers

Sue Foley
_Young Girl Blues
_Love Comin’ Down

Colin James
_Colin James
_Bad Habits

Chris Duarte
_Texas Sugar/Strat Magik
_Tailspin Headwhack

Popa Chubby
_Booty and the Beast
_The Good, the Bad and
the Chubby

Joe Bonamassa
_A New Day Yesterday

Alvin Youngblood Hart
_Big Mama’s Door
_Down in the Alley

Zora Young
_Travelin’ Light

Debbie Davies
_Picture This
_Tales from the Austin
Motel

Jimmie Vaughan
_Strange Pleasure
_Do You Get the Blues?

Harmonica Shah
_Deep Detroit

Lil’ Ed & the Blues Imperials
_Chicken, Gravy & Biscuits
_Get Wild

Tommy Castro
_Can’t Keep a Good Man
Down

Chris Cain
_Cuttin’ Loose

Dave Hole
_Working Overtime
_Outside Looking In

Scott Holt
_Dark of the Night

Keb Mo’
_Keb’ Mo’

Little Jimmy King
_Little Jimmy King &
the Memphis Soul Survivors
_Live at Monterey

Smokin’ Joe Kubek
_Steppin’ Out Texas Style
_Take Your Best Shot

Big Bill Morganfield
_Ramblin’ Mind

Walter Trout
_Walter Trout
_Livin’ Everyday

Lucky Peterson
_Triple Play
_Double Dealin’

Coco Montoya
_Ya Think I’d Know Better

_Just Let Go

Joe Louis Walzer
_The Gift
_Silvertone Blues

BLUESMAN
DELLA FAT POSSUM


R.L. Burnside

_Too Bad Jim
_Ass Pocket of Whiskey
_Well Well Well

Cedell Davis
_Feel Like Doin’ Something
Wrong

_When Lightning Struck
the Pine

Junior Kimbrough
_All Night Long

T-Model Ford
_She Ain’t None of Your’n
_Bad Man

Elmo Williams & Early,
Hezekiah

_Takes One to Know One

Robert Belfour
_What’s Wrong with You

BLUESMAN
STORICI NON TRATTATI IN PRECEDENZA

Big Walter Horton
_Big Walter Horton with
Carey Bell

_Fine Cuts

Lazy Lester
_True Blues
_I Hear You Knockin’! The
Excello Singles

Lowell Fulson
_San Francisco Blues
_Tramp/Soul

Carey Bell
_Carey Bell’s Blues Harp
_Deep Down

Elmore James
_The Sky Is Crying: The
History of Elmore James

J.B. Hutto
_Hawk Squat!
_Masters of Modern Blues

Robert Lockwood Jr.
_Plays Robert and Robert
_Delta Crossroads

Koko Taylor
_Koko Taylor
_The Earthshaker

Clarence “Gatemouth”
Brown

_Standing My Ground
_The Original Peacock Recordings

Johnny Copeland
_Texas Twister
_Bringin’ It All Back Home

Guitar Slim
_Sufferin’ Mind

Champion Jack Cupree
_Blues From the Gutter
_Blues for Everyone

Hound Dog Taylor
_Hound Dog Taylor &
the Houserockers

_Natural Bolgie

Hubert Sumlin
_I Know You

Earl Hooker
_Two Bugs & a Roach
_Simply the Best

Reverend Gary Davis
_Blues & Ragtime
_Harlem Street Singer

Jimmy Rogers
_Chicago Bound
_Blues Blues Blues