Anathema – Alternative 4

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Una delicatissima intro di pianoforte ci conduce dolcemente in uno degli album più struggenti che abbia mai sentito. È incredibile come un’intro cantata di cinque versi semplici versi possa racchiudere tante emozioni… il titolo è “Shroud of False”, pezzo iniziale di “Alternative 4”, quarto, meraviglioso studio album degli Anathema.
La premiata ditta Cavanagh & Patterson è sull’orlo della separazione ma, prima di dirsi addio, le due menti del gruppo decidono di regalarci un album che con molta difficoltà vi riesco a recensire obiettivamente. Ritengo “Fragile Dreams” uno dei pezzi più belli mai stati scritti, capace di unire rabbia e malinconia in maniera semplice ma terribilmente efficace, con la voce di Daniel e le chitarre di entrambi i fratelli Cavanagh. Semplicità è la parola chiave di quest’album, lo vediamo già dall’artwork minimale, basato sul colore bianco, poche e semplici foto e… caratteri courier! Ma soprattutto lo sentiamo dalle musiche… già non aspettatevi chissà che di complicato in “Alternative 4”: si tratta di un album diretto ed efficace che difficilmente non riuscirà a colpirvi.
Un viaggio introspettivo ed intimista attraverso sentimenti semplicemente umani, la rabbia e la frustrazione di “Empty”, la rassegnazione di “Lost Control” perfettamente resa dal dolcissimo pianoforte e dagli intrecci acustici. Le parti di chitarra di “Re-connect” richiamano vagamente alcune parti strumentali di “The Silent Enigma”, ma dopo questo intermezzo nostalgico ci troviamo ad ascoltare un altro commovente frammento, la dolcissima e romantica “Inner Silence”, forse il pezzo che più di tutti vi consiglio di ascoltare. Quasi a contrasto piombiamo poi nella successiva “Alternative 4”, che dà il titolo all’album ed è, paradossalmente, la song dall’atmosfera più nera e cupa, che sfuma via via nel grigio della seguente “Regret”, pezzo dalla struttura abbastanza simile a “Fragile Dreams” ma altrettanto efficace grazie all’intensità delle lyrics e all’interpretazione di Daniel. “Feel”, altra traccia stupenda, suona quasi un invito… un invito a provare emozioni, lo scopo principale che si propone quest’album.
E infine “Destiny” una conclusione minimale e carica d’intensità ed emozione, una breve outro solo per voce e piano, ultimo frammento di un capolavoro che ha il solo difetto di finire troppo presto…
Cosa vi posso dire di più? Gli Anathema sono una band multiforme, che nel corso della loro carriera sono riusciti a cambiare pelle da un album all’altro. Mi sento di dire che “Alternative 4” è una sorta di canto del cigno del periodo gothic della band, definitivamente conclusosi con la dipartita di Duncan Patterson (ora impegnato col suo eccellente progetto “Antimatter”) e successivi, importanti cambiamenti di sound. Paradossalmente, pur essendo a mio giudizio l’album più “accessibile” dell’intera discografia del gruppo – e proprio dopo un “Eternity” dalle forti tinte prog! – “Alternative 4” è riuscito comunque a regalare ai fan del combo inglese momenti di assoluta poesia senza troppi fronzoli, un album che si può mettere in loop per ore e ore senza mai stancarsi, facendoci provare intense e indescrivibili emozioni… un obiettivo in cui i nostri riescono sempre, e ogni volta in un modo diverso.
Consigliatissimo. A tutti.